sabato 18 giugno 2016

IL FIORE

Era un fiore grande e carnoso
che portavi,fermato con grazia,
 nella tua camicetta
bianca dai ricami rosa.
Eri bella e tu lo sapevi,
dal volto pallido e trasparente
e una cascata di capelli biondi
che facevano da cornice.
I tuoi occhi azzurri
sembravano spicchi di cielo,
ma il tuo sguardo
spesso era lontano e freddo
e non invitavano all'incontro.
Chissà perchè mettevi quel fiore,
dai colori forti, decisi, sanguigni.
Doveva parlare per te?
Essere la tua voce?
Qualche volta sfioravi i petali
accarezzandoli con le dita,
forse a seguire un pensiero,
o per cercare di mettere ordine
nel quaderno dei tuoi sogni.
Poi,un giorno,all'improvviso,
 sei partita
per andare lontano
in una grande città senz'anima.
Nulla è rimasto di te
in questo piccolo paese
se non il ricordo della tua bellezza
 e di quel fiore grande carnoso
che spiccava nel candore
immacolato della tua camicetta.








mercoledì 15 giugno 2016

PAPAVERI

In un mare verde di spighe
 e di cespugli d'erba
spicca sopra ogni altra cosa
una grande macchia rossa
di papaveri aperti sole
simile a gocce di sangue
di una ferita appena violata.
C'è silenzio intorno
e le rondini volano basse 
in cerca di insetti,
forse sentono già la pioggia
che verrà a lavare la ferita
ma i papaveri resteranno
tra le spighe,
fino a che i petali cadranno
e spariranno tra la terra e il sole.





lunedì 13 giugno 2016

TRA UN SECONDO...

Gli aveva detto:
"aspettami,
 arrivo tra un secondo,
giusto un pò di tempo
per un'occhiata intorno...";
lui,senza alcun sospetto,
le aveva detto subito:
" son qui e qui ti aspetto,
fai pure senza fretta,
io intanto nell'attesa
fumo una sigaretta".
Era passata un'ora,
ne eran passate due
poi il mezzogiorno e sera
ma ancora lui ci spera.
E' quando arriva notte
e si fa buio pesto
che a lui, tonto de mamma,
gli viene un gran sospetto:
" avrò capito male?
Lei mi aspettava altrove?
Chissà la poverina
quanto starà piangendo..."
Domani le telefono
e chiederò perdono,
ma non so dove abita
e non conosco il nome,
mi aveva solo detto
che ero il suo grande amore
e per farmi contento
di euro,per un quarto,
solo ne ha chiesti cento.
 Quanto starà soffrendo,
povero amore mio,
adesso che gli manco,
chi paga al posto mio?




giovedì 9 giugno 2016

UNO SGUARDO

A volte uno sguardo
dice più di mille parole
ed io vorrei ancora
incrociare i tuoi begli occhi
tristi e sereni;
sorridono le labbra
ma l'infinito 
del tuo sguardo
chissà dove si trova,
forse oltre le nuvole
oltre il tempo che passa 
e lascia orme nel cuore
che nessun mare in tempesta
potrà cancellare.

martedì 7 giugno 2016

IL PENSIERO

Il pensiero, come un sospiro
mi avvolge nella notte senza stelle
e la luce di una bicicletta 
che taglia la strada è come una lucciola
in un immenso,infinito campo di grano.
Il cielo è buio come è nera la terra,
il mare è così lontano
che posso solo immaginare
le parole che sussurra alla spiaggia.
Il pensiero attraversa la mia mente 
come una lucciola
in una immensa distesa di sogni.

martedì 31 maggio 2016

STUPIDI DA LEGARE.

Non c'è più limite al peggio.Si diceva già "secoli "fa ma adesso veramente ha raggiunto l'apice.
Siamo talmente stupidi che per andare alla moda acquistiamo, spesso pagandoli fior di soldi, blu jeans completamente stracciati e che lasciano vedere pelle, peli, ginocchia, polpacci attraverso artistici e giganteschi buchi che in altri momenti avrebbero fatto inorridire.
Chi è lo scemo che lancia la moda ? Non si sa ma gli scemi che lo seguono si vedono per strada e sono tantissimi.
Una volta il buco nei pantaloni era segno di povertà...oggi è segno di benessere..firmato Dolce e Gabbana.
E così è per le scarpe. Costosissime ma devono avere "l'aria vissuta" e quindi si pagano a peso d'oro mocassini che hanno la pelle macchiata, consumata, stinta. 'Na schifezza" insomma ma siccome questa è la moda, sono in molti a farsi incantare da queste pazzie.
 Poi ci sono i cellulari, tablet, i phone, prima erano sempre più piccoli ed invisibili, adesso sempre più grandi, scomodi, invadenti, devi tenerli in mano perchè non sai dove metterli.
E girano per strada, gli utenti, con l'aria leggermente idiota mentre ridono, parlano, gridano con quell'aggeggio che sventola sui loro visi, sulle orecchie, davanti la bocca, spesso anche davanti agli occhi mandandoli a sbattere ovunque.
Raccontano i loro fatti a tutti, fregandosene della privacy propria ed altrui. Facendo la fila in un supermercato ho dovuto subire da una mia vicina di fila tutta la storia della sua recente operazione chirurgica all'intestino, particolari rivoltanti compresi, narrata nel cellulare ad una sua amica, in attesa di arrivare finalmente alla cassa.
E tu che fai? Subisci e tieni duro.
Poi è diventata oramai una moda: la bestia in casa, pardon, il pelosino. Gatto o meglio ancora il cane.Bello, di razza, da fare invidia ai vicini ed ai parenti.Rapportato alla metratura dell'appartamento in cui si abita: più è grande la casa più è gigantesco il cane.E viceversa.
C'è purtroppo, però, anche il risvolto odioso.
Che molti, dopo i primi mesi di esibizione, si stancano, non hanno più voglia di uscire al mattino presto, al freddo, alla pioggia, per portare il cane a fare...quel che deve fare e allora...si lasciano, si abbandonano, si salutano per sempre,senza rancore. E i canili comunali, i canili delle Associazioni si riempono di innocenti, di animali traditi dai loro padroni. E, guarda caso, solo per colpa della moda.
Veramente:STUPIDI DA LEGARE !!!



mercoledì 18 maggio 2016

LA SERA


Scende lenta la sera
tra i rami del vecchio albero
che sovrasta il muro di cinta
della chiesa grande e silenziosa.
Il verde delle foglie cambia colore
mentre il sole scende 
sollevando polvere d'oro tra i rami.
Il cielo ha come lingue di fuoco
e le ombre si allungano
sulla strada stretta e polverosa.
Tra poco sarà notte
e sulla cima del muro
un piccolo uccellino saltella
in cerca di cibo
prima di andare a dormire
al sicuro, tra le pietre del tetto.