Si perde l'anima mia
inseguendo pensieri
di tempi lontani
che compaiono e scompaiono
come le nuvole in cielo.
Perchè il passato
ha segnato la nostra vita,
il presente è solo nebbia
ed il futuro sembra
non arrivare mai
e senza certezze.
inseguendo pensieri
di tempi lontani
che compaiono e scompaiono
come le nuvole in cielo.
Perchè il passato
ha segnato la nostra vita,
il presente è solo nebbia
ed il futuro sembra
non arrivare mai
e senza certezze.
non so più cosa fare
non riesco a pensare
e illumina la notte,
il sole compare e scompare
e scalda corpi ed anime,
il mare si agita e poi si calma
all'improvviso
poi tornano alte le onde e la tempesta
spinta dal vento sconquassa le spiagge.
Tutto è come sempre.
Perchè allora io mi sento così diverso
in questo tragico momento della vita?
E quanto mi costa sorridere
e far finta di niente,
tentare di pensare ad altro
per trovare momenti di serenità.
La luna illumina la notte,
il sole scalda corpi ed anime,
il mare scatena la tempesta
e poi si calma.
Allora penso che noi, forse,
paghiamo il conto
per tutti.
cammino sfiorando l'acqua del mare
le orme sulla sabbia
che in breve svaniscono
cancellate in un attimo
il pensiero non riesce a volare
e sfarfalla come foglia d'autunno
intorno a me
cercando serenità
che non trova.
amica della sua perenne solitudine
quella mattina aveva in mente
un pensiero che non lo lasciava.
Non sapeva dirsi il perchè
ma per la prima volta
sentiva l'emozione di una attesa
di cui non riusciva però
a figurare il contenuto.
L'attesa di chi? O di che cosa? E perchè?
Un leggero sorriso segnava la sua bocca
mentre aspettava che qualche segnale
arrivasse a chiarirgli le idee.
E la panchina,
da sempre amica della sua solitudine,
diventava sempre più fredda.
nello stesso giardino
nella medesima, malandata panchina,
ritrovarsi di nascosto,con tanta emozione,
dopo aver inventato una scusa
ai nostri genitori per uscire di casa.
Dopo tanti anni...non importa.
Il cuore batteva forte,
le mani si stringevano piene d'amore
un bacio rubato nell'ombra
mentre la gente passava
non curandosi della nostra presenza.
Incontrarsi ancora,
cambiati nel corpo e nel cuore,
raccontarci qualcosa di noi
guardarci negli occhi...
e poi salutarci per rivederci
chissà quando.
che io conoscevo poco o nulla,
l'auto dove stavo con mia madre e mio padre
scendeva lenta nella strada tutte curve
che da Arcevia portava a Senigallia.
Il mio cuore piangeva pieno di tristezza.
Lasciare gli amici di sempre, i ricordi,
la bella e grande casa dove si giocava
a nascondino, a palla, a fare innocenti scherzi,
il grande giardino con la pista per andare in pattini,
le corse lungo i viali alberati, le grida dei genitori
per richiamarci benevolmente all'ordine.
Lasciavo tutto questo, in quel piccolo paese
che occupava tutto il mio cuore.
E più l'auto si allontanava e più soffrivo.
Senigallia e poi finalmente Fano.
Le strade mi sembravano immense,
grandi i palazzi, immensi i condomini
che in Arcevia non c'erano,
tutto mi appariva fuori misura.
Ma, per arrivare nella nuova casa,
l'auto fiancheggia il mare e quasi lo sfiora.
Finisce improvvisamente il mio rimpianto:
il cuore ha trovato nuova vita.