Dall'ovale con foto
sguardi persi nel vuoto
sorrisi di un tempo
spenti nel marmo
fiori e piante
di plastica
che sembrano veri
non c'è più tempo
per chi è andato
la fretta uccide
anche il ricordo.
In terra le zolle
appena mosse
segno di un arrivo
che non avrà ritorno.
Gli uccellini
cantano sui cipressi
fanno il nido
preannunciano
nuove vite
dove ci sono solo
anime
siamo ancora capaci
di piangere?
Mi sento perso
in questo silenzio
quasi irreale
preso dalla memoria
e dai ricordi
tra le pietre di marmo
ed i fiori
che sembrano veri
squilla un cellulare
e lei risponde sorridendo
dicendo sciocchezze
mentre sistema un vaso
parlando al vento.
venerdì 3 maggio 2013
mercoledì 1 maggio 2013
NELL'OMBRA
Nascosto nell'ombra
in un angolo della sala
seguiva con lo sguardo
la coppia che ballava
ma soprattutto lei
che stava ad occhi chiusi
ed il capo abbandonato
sulla spalla di lui
in una nuvola
di biondi capelli
si muovevano lentamente
seguendo una musica jazz
ricca d'atmosfera
non li perdeva d'occhio
neanche un secondo
le sue mani tremavano
ed il cuore sembrava
impazzire
alla prova che lei
aveva preferito l'altro
se fosse stato solo
avrebbe pianto
scostò la tenda
e uscì all'aperto
camminando
sotto una pioggia violenta
quanto tempo
doveva soffrire
prima di dimenticarla.
in un angolo della sala
seguiva con lo sguardo
la coppia che ballava
ma soprattutto lei
che stava ad occhi chiusi
ed il capo abbandonato
sulla spalla di lui
in una nuvola
di biondi capelli
si muovevano lentamente
seguendo una musica jazz
ricca d'atmosfera
non li perdeva d'occhio
neanche un secondo
le sue mani tremavano
ed il cuore sembrava
impazzire
alla prova che lei
aveva preferito l'altro
se fosse stato solo
avrebbe pianto
scostò la tenda
e uscì all'aperto
camminando
sotto una pioggia violenta
quanto tempo
doveva soffrire
prima di dimenticarla.
martedì 30 aprile 2013
LA ROSA
Piano piano la rosa
la tua rosa
apre i suoi petali
lentamente
sotto il mio sguardo
ne avverto
anche il profumo
che sale nell'aria
al centro
ha un cuore
che sembra
pulsare alla vita
vorrei accarezzarla
sfiorarla
ma temo che i petali
improvvisamente
si richiudano
per nascondersi
ai miei occhi
e allora
seguo solo
il suo dischiudersi
che è già un sogno.
la tua rosa
apre i suoi petali
lentamente
sotto il mio sguardo
ne avverto
anche il profumo
che sale nell'aria
al centro
ha un cuore
che sembra
pulsare alla vita
vorrei accarezzarla
sfiorarla
ma temo che i petali
improvvisamente
si richiudano
per nascondersi
ai miei occhi
e allora
seguo solo
il suo dischiudersi
che è già un sogno.
domenica 28 aprile 2013
SBEZZICANDO QUA E LA'.
In una cittadina posta in riva al mare, cui regnarono gli Agussi, i Baldarelli e i Malatesta( in ordine di importanza) ma che non vi dico quale, passeggio e cammino sbezzicando qua e là, notando cose che voi mortali non immaginate neanche.
Caffè d'obbligo verso le 11, in un bar assai frequentato; a me piace il caffè caffè, tale e quale, a sentire l'aroma, l'odore, il gusto sorseggiando. Vicino a me un cliente: ordiniamo entrambi la " tazzulella". Arriva, comincio a gustare a piccoli sorsi; il mio vicino allunga le mani in un gigantesca coppa strapiena di impasto giallo oro che immagino sia zabaione e ne versa a chili nel suo caffè. Mi vengono i brividi alla schiena, mi giro da un'altra parte per non sentirmi male. A parte l'igiene di uno zabaione " all'aperto" e senza copertura...esposto per ore all'aria aperta... E mi fermo qui.
PASSEGGIA nel centro cittadino un personaggio: media statura ( forse sotto) dal viso abbronzatissimo, tiene in tasca una radiolina che va a tutto volume, si sente lontano cento metri. E va in giro con tutta l'orchestra appresso. Ma non lo sa che esistono gli auricolari e le cuffiette?
QUID QUOD QUAD. Hanno occupato tutto il lido per quattro giorni, rombando,altoparlanti al massimo, in acqua facendosi la fuga l'un con l'altro. Piadine e motori, pesce azzurro e gas di scarico. Dicono che la manifestazione ha portato tanta gente e tanti soldi; diecimila, trentamila, cinquantamila, come al carnevale. A raccontare balle non ci si rimette mai!!!
CHIAMIAMOLA come vogliamo: complanare, interquartieri, circonvallazione; era rimasta ferma a metà per decenni, ora ci hanno rimesso le mani e ne realizzano un altro pezzo, quello che porta ( o che dovrebbe portare) sulla nazionale .
Il tratto in opera sfiora il seminario, attraversa il quartiere Poderino, fiancheggia via Trave, gira verso la zona sportiva e poi...ALT!!! Improvvisamente sparisce nel nulla: c'è una gran villa sul suo itinerario, niente da fare; immagino allora che l'elefante abbia partorito il topolino e cioè: lì finisce la strada "nuova" e l'ultimo tratto verso la nazionale non sono altro che le storte, pericolose, vecchie stradine che ci sono già.
Cose da pazzi!!!
PER FORTUNA CHE LA CITTA' DI CUI PARLO NON E' FANO PERCHE' SENNO'... CI SAREBBE DA SUICIDARSI O DA SUICIDARE!!!
Caffè d'obbligo verso le 11, in un bar assai frequentato; a me piace il caffè caffè, tale e quale, a sentire l'aroma, l'odore, il gusto sorseggiando. Vicino a me un cliente: ordiniamo entrambi la " tazzulella". Arriva, comincio a gustare a piccoli sorsi; il mio vicino allunga le mani in un gigantesca coppa strapiena di impasto giallo oro che immagino sia zabaione e ne versa a chili nel suo caffè. Mi vengono i brividi alla schiena, mi giro da un'altra parte per non sentirmi male. A parte l'igiene di uno zabaione " all'aperto" e senza copertura...esposto per ore all'aria aperta... E mi fermo qui.
PASSEGGIA nel centro cittadino un personaggio: media statura ( forse sotto) dal viso abbronzatissimo, tiene in tasca una radiolina che va a tutto volume, si sente lontano cento metri. E va in giro con tutta l'orchestra appresso. Ma non lo sa che esistono gli auricolari e le cuffiette?
QUID QUOD QUAD. Hanno occupato tutto il lido per quattro giorni, rombando,altoparlanti al massimo, in acqua facendosi la fuga l'un con l'altro. Piadine e motori, pesce azzurro e gas di scarico. Dicono che la manifestazione ha portato tanta gente e tanti soldi; diecimila, trentamila, cinquantamila, come al carnevale. A raccontare balle non ci si rimette mai!!!
CHIAMIAMOLA come vogliamo: complanare, interquartieri, circonvallazione; era rimasta ferma a metà per decenni, ora ci hanno rimesso le mani e ne realizzano un altro pezzo, quello che porta ( o che dovrebbe portare) sulla nazionale .
Il tratto in opera sfiora il seminario, attraversa il quartiere Poderino, fiancheggia via Trave, gira verso la zona sportiva e poi...ALT!!! Improvvisamente sparisce nel nulla: c'è una gran villa sul suo itinerario, niente da fare; immagino allora che l'elefante abbia partorito il topolino e cioè: lì finisce la strada "nuova" e l'ultimo tratto verso la nazionale non sono altro che le storte, pericolose, vecchie stradine che ci sono già.
Cose da pazzi!!!
PER FORTUNA CHE LA CITTA' DI CUI PARLO NON E' FANO PERCHE' SENNO'... CI SAREBBE DA SUICIDARSI O DA SUICIDARE!!!
sabato 27 aprile 2013
LA FOTO
Tra le pagine
di un vecchio libro
ritrovato per caso
una foto sgualcita
scolorita dal tempo
riconoscersi
nei lineamenti
del volto
nel sorriso in posa
i capelli
un secolo fa
e per sfondo
una vecchia tenda
da fotografo.
Un parente lontano
un nonno, uno zio
radici comuni
il marchio di famiglia;
chi sarà?
E, perchè no!
Una vita passata
e rivissuta.
Guardo
quel ritratto
con attenzione,
con emozione
i segni di tempi
lontani.
Com'è cambiato
il mondo
in cento anni
eppure
mi rivedo
in quella foto
sgualcita
e scolorita
dal trascorrere
delle stagioni.
di un vecchio libro
ritrovato per caso
una foto sgualcita
scolorita dal tempo
riconoscersi
nei lineamenti
del volto
nel sorriso in posa
i capelli
un secolo fa
e per sfondo
una vecchia tenda
da fotografo.
Un parente lontano
un nonno, uno zio
radici comuni
il marchio di famiglia;
chi sarà?
E, perchè no!
Una vita passata
e rivissuta.
Guardo
quel ritratto
con attenzione,
con emozione
i segni di tempi
lontani.
Com'è cambiato
il mondo
in cento anni
eppure
mi rivedo
in quella foto
sgualcita
e scolorita
dal trascorrere
delle stagioni.
venerdì 26 aprile 2013
PASSANO...
Scorrono
il cane e il gatto
la pecora e l'agnello
il cavallo
il suo puledro,
la puledra
sul cavallo
e ancora
nidiate di pelosi
le scritte
che ammoniscono
"preferisco il cane
all'uomo"
beata te
che ti accontenti
"molla l'osso!
non uccidere
il galletto
non mangiare
l'agnellino
assassino!!!!"
E ancora
cani vestiti
da bebè
occhiali da sole
e cappellino
questa è bontà!
"Adotta un orfanello
nel canile"
invitano
gli appelli
e poi se ne comprano
uno che costa
quanto
un cavallo da corsa.
Cagnolini
gattini, agnellini
scimmiette
puledri
pappagalli
si inseguono
uno dietro l'altro
nelle pagine fb
hanno nomi
da esseri umani;
che strano...
il cane e il gatto
la pecora e l'agnello
il cavallo
il suo puledro,
la puledra
sul cavallo
e ancora
nidiate di pelosi
le scritte
che ammoniscono
"preferisco il cane
all'uomo"
beata te
che ti accontenti
"molla l'osso!
non uccidere
il galletto
non mangiare
l'agnellino
assassino!!!!"
E ancora
cani vestiti
da bebè
occhiali da sole
e cappellino
questa è bontà!
"Adotta un orfanello
nel canile"
invitano
gli appelli
e poi se ne comprano
uno che costa
quanto
un cavallo da corsa.
Cagnolini
gattini, agnellini
scimmiette
puledri
pappagalli
si inseguono
uno dietro l'altro
nelle pagine fb
hanno nomi
da esseri umani;
che strano...
mercoledì 24 aprile 2013
IL VOLO
Volava lento il falco
nelle cime della gola
e la strada
tagliata
come da lama
di coltello
aveva dall'alto
le sembianze
di un serpente.
L'auto procedeva
adagio
e noi guardavamo
quelle meraviglie
con il viso
attaccato al vetro.
Poi siamo scesi
e in pochi passi
abbiamo raggiunto
una grotta
scavata nel tufo
dentro un'aria
calda e afosa
le fiammelle dei ceri
tra ombre e luci
il mormorìo
di alcuni fedeli
in preghiera
immagini sacre
e un crocefisso.
Qualche minuto
e via sulla strada
ancora piano
a seguire il serpente
mentre sulla cima
lentamente
volavano i rapaci
segnando
grandi cerchi
nell'aria
e noi con il naso
all'insù
a guardare
quelle meraviglie.
nelle cime della gola
e la strada
tagliata
come da lama
di coltello
aveva dall'alto
le sembianze
di un serpente.
L'auto procedeva
adagio
e noi guardavamo
quelle meraviglie
con il viso
attaccato al vetro.
Poi siamo scesi
e in pochi passi
abbiamo raggiunto
una grotta
scavata nel tufo
dentro un'aria
calda e afosa
le fiammelle dei ceri
tra ombre e luci
il mormorìo
di alcuni fedeli
in preghiera
immagini sacre
e un crocefisso.
Qualche minuto
e via sulla strada
ancora piano
a seguire il serpente
mentre sulla cima
lentamente
volavano i rapaci
segnando
grandi cerchi
nell'aria
e noi con il naso
all'insù
a guardare
quelle meraviglie.
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