domenica 3 luglio 2016

PAPAVERI E GINESTRE

Come erano rossi i papaveri
sui fianchi della collina,
una ferita di sangue appena aperta,
e gialle e profumate le ginestre
lungo tutta la lunga e tortuosa strada
che portava in cima al monte.
Volavano sopra di noi le allodole
e qualche volta dall'erba,all'improvviso,
al nostro passare, spiccavano il volo
staccandosi da terra
e allontanandosi dal nido
per difendere i piccoli appena nati.
Quanta fatica per salire
in quella interminabile passeggiata
fino a raggiungere 
uno spazio aperto verso il cielo
dove avremmo finalmente riposato,
mangiato e poi giocato.
E un passaggio obbligato
era quello di fronte ad una cappella sacra
che aveva la forma di uno scaldino
e questo era il nome con il quale,
in paese, tutti identificavano
il luogo sacro.
Alla sera, stanchi e soddisfatti,
riprendevamo la strada per tornare a casa,
in discesa,ripida e veloce
e si andava in fretta per rivedere
genitori e fratelli.
E un abbraccio infinito
segnava l'incontro.

venerdì 1 luglio 2016

UN SOGNO D'ESTATE

Un sogno, nella notte d'estate
profumata da tenui sensazioni
di fiori e di erbe di campo
un fruscio lieve e lento
lo scorrere di un piccolo ruscello
o forse una pioggia leggera
che scivola sui vetri
sottili tracce di luce
entrano attraverso la serranda
e formano, nel muro, disegni
che sembrano scacchiere
o linee parallele
o segni di fari d'auto accesi.
Una voce prima lontana
e poi sempre più vicina
ripete il malinconico ritornello
di una canzone assai nota
non sono chiare le parole
e allora provo a ricordare
e sussurro anch'io
quel che mi viene in mente
 della canzone.
Nella notte, forse,
è qualcuno che torna a casa
 dal lavoro in bicicletta
e si fa coraggio per raggiungere
presto  le mura amiche.
Poi, il silenzio.
Ma è stato veramente un sogno?


giovedì 30 giugno 2016

ERA IL TEMPO...

Era il tempo di mietere il grano
nelle vaste colline che circondano
il mio paese a perdita d'occhio.
poi, arrivavano i giorni della trebbiatura
sotto il sole cocente dell'estate.
A Ripalta di Arcevia
 tutte le famiglie dei contadini
si aiutavano a vicenda, spostandosi
da un podere all'altro
e si radunavano decine di persone,
ognuna con un suo preciso compito.
Il trattore rombava per ore
facendo girare una grande cinghia
che azionava la trebbiatrice
e l'alzipaglia che serviva 
a fare il pagliaio.
Polvere, sudore e ancora polvere
mentre i sacchi del grano 
venivano pesati  e poi riposti
in un grande capannone.
Poi arrivava l'ora del pranzo
mentre veniva azionata 
la sirena che,ululando,
chiamava al riposo.
Che mangiate!!! 
All'ombra,nelle sale della casa,
noi che eravamo "cittadini" e pallidi,
i contadini intorno a lunghe
stese di tela bianca poste in terra:
vino, acqua e limone, polli, conigli,
contorni, e ancora vino
e pasta al sugo e ancora arrosti.
Così fino a sera.
E i saluti, i sorrisi per il buon risultato
dell'annata e la partenza
in auto per il ritorno ad Arcevia.
Noi ragazzetti stanchi morti
a dormire sino all'arrivo in paese.

domenica 26 giugno 2016

SCROCCONI A VITA !

Tantissime volte, nel corso della mia vita  e della mia attività giornalistica( invitato a mille conferenze stampa quasi sempre tenute nei ristoranti e ad altrettante inaugurazioni sempre ricche di buffet) mi è capitato di incontrare gli immancabili "scrocconi" che-senza titolo alcuno-si intrufolavano del tutto indifferenti al tema dell'incontro e puntavano direttamente ai vassoi carichi di ogni ben di dio, alle pietanze, alle paste, ai gelati, al mangereccio in generale purchè commestibile e gratis.
Tra tutti si distingueva per l'assiduità e per la innocente faccia tosta che usavano, una felice coppia di dipendenti statali che non ne mancavano una, ma una che è una.Arrivavano puntuali, eleganti, tutti in tiro, si intrufolovano tra i presenti, aspettavano qualche minuto e poi...giù di corsa a quattro ganasce credo sino all'impossibile della capacità dello stomaco.
Poi se ne andavano,insalutati ospiti così come erano venuto.
Ebbene da allora sono passati molti anni ma...

L'altro ieri una Banca locale ha inaugurato la sua sede totalmente restaurata, che ha sede nel viale che porta alla stazione ferroviaria ( viale XII settembre) ed ha offerto a tutti i presenti un ricchissimo buffet.
Passo a bordo del mio scooter, lentamente perchè c'era molta gente e...meraviglia delle meraviglie !!! chi ti vedo che sta per entrare nei locali aperti alla mangiata ?
La stessa, medesima coppia lasciata vent'anni fa.
Stessa tecnica, stessi vestiti, stessa fame.
Che costanza!!! Ancora sul campo, sempre presenti, moglie e marito, fedeli nei secoli, ai buffet e allo scrocco.


venerdì 24 giugno 2016

IL VENTO CALDO DELLA SERA

Il vento caldo della sera
portava sapore di mare
profumi di erbe e di creme,
mille passi sino a riva
per bagnarsi i piedi 
nell'acqua salata
e poi camminare sulla sabbia
lasciando segni nel tempo.
Nell'aria note di musica
proveniente da un locale
pieno di gente allegra,
era il sogno di tutti
poterci andare almeno una volta
con le ragazze 
appena truccate in viso,
scarpe basse,camicetta
 e pantaloni stretti alla caviglia.
La pista stracolma di coppie,
un caldo infernale,
occhi languidi e,nel più bello,
il treno che passa fischiando
e cancella ogni sogno.
Camminando,gli zoccoli di legno,
calzati ai piedi,
rintoccano sul selciato
con un suono secco e duro,
un rumore fastidioso
nella calda serata
ma noi ridiamo 
e continuiamo ancora più forte.
Quando andremo a ballare
in quel locale? 
Speriamo che le ragazze vengano
purtroppo
accompagnate dai genitori
ma tanto... meglio di niente.
E la mattina dopo, sulla spiaggia,
distesi sulla sabbia,in circolo
con gli zoccoli in mano
e la filastrocca:
" sal vin, sal pan,
sal vin de san Giulian..."
e via di corsa a fare il bagno.

mercoledì 22 giugno 2016

VORREI ADOTTARE...

Vorrei adottare un cagnolino,
 un gattino e un canarino,
un'ochetta e un porcellino
e se spazio mi rimane
anche le galline nane.
Poi...
vorrei adottare  un'amichetta
e tenerla stretta stretta,
coccolarla nel mio petto
come fosse un coniglietto.
Quante cose vorrei fare
per poter accontentare
le mie amiche animaliste
che hanno l'aria sempre triste.





domenica 19 giugno 2016

RICORDI

Ricordo
 il sussurro leggero del vento
tra rami e foglie argentate
in riva al lento fiume;
ricordo
il profumo dolce e penetrante
degli ombrosi alberi 
che tingono di verde 
il centro città;
ricordo
gli odori del mare, del porto,
le grida dei marinai a bordo
a salutare gli amici nelle banchine,
il grido dei gabbiani
il passare veloce del treno
e le corse sulla sabbia bagnata;
ricordo 
i mille avanti e indietro
senza sosta
lungo i cento metri del corso cittadino,
a ridere con gli amici
ma soprattutto a lanciare sguardi
alle graziose fanciulle
che incrociavamo nel passeggio;
ricordo
 l'emozione del primo amore,
nato durante una timida festa da ballo
con dischi a 45 giri e musiche lente
americane e canzoni italiane di Mina,
Gino Paoli, Vanoni, Nico Fidenco; 
ricordo
tanto altro che fa parte della mia vita
e che ho scritto nel libro della mia esistenza.