Cantano vittoria a squarciagola i grilli fanesi: e chi può dar loro torto! Hanno sbaragliato le vecchie strutture politiche e partitiche come una ramazza in soffitta.
Sciò! Sciò! Tutti presi a pedate: PD, P.d.L, Lega e via cantando; avversari distrutti e sospesi per manifesta inferiorità, come nel pugilato.
Cantano vittoria e brindano( anche in tv): ridono, si danno pacche sulle spalle, sprizzano gioia da tutti i pori; i grillini fanesi saltano come giustamente fanno i grilli.
Ora fanno anche proclami: avanti coi carri verso la conquista del comune e della provincia!!! Avanti! Grillo è con noi.
C'è da aver paura per davvero se io fossi nei panni degli adagiati ed arrendevoli amministratori comunali della giunta Agussi; più o meno se ne stavano al calduccio delle loro poltrone( La tua Fano, berlusconiani, fiancheggiatori vari che sono oramai quasi spariti)in attesa delle prossime elezioni amministrative che saranno tra un anno, più o meno. Il sindaco a preparare le sue manovre, gli alleati a preparare le loro, l'opposizione PD a fare giochini senza speranze ma pieni di chiacchiere e di buone intenzioni: insomma tutto come da copione.
E invece adesso? Volenti o nolenti i grillini hanno buttato all'aria tutto, prospettando orizzonti futuri tutt'altro che tranquillizzanti per la giunta uscente e per gli oppositori.
Ne hanno presi tanti di voti ed hanno già dichiarato che andranno alle urne da soli senza fare patti con nessuno; il che tradotto vuol dire che puntano a prendere tutto, salvo accettare qualche modesto aiuto in caso di necessità.
E allora, davvero tutto lo schieramento Agussi a casa? A fare pacchi e pacchetti e tornare al duro lavoro dei campi?( faccio per dire...).
Ecco, su questo, se io fossi del gruppo 5 Stelle ci andrei molto più cauto. Perchè-stiamo con i piedi per terra- una cosa sono le elezioni politiche ed una cosa sono le amministrative.
Il voto delle prime è stato chiaramente un voto di protesta e di rottura storica verso una politica che ha deluso tutti, da destra a sinistra, facendo pagare a tutti le ruberie e gli sperperi di un mondo marcio; le seconde sono quasi " familiari", da vicini di casa, da gente di quartiere, da amici, da rapporti personali. Non è la stessa cosa.
Nelle amministrative conta la pelle, il cuore,la pancia, l'orticello di casa; e non sarà cosi facile portare via voti a chi governa da dieci anni, nel bene e nel male.
Certo è che il risultato dei grillini-ribadisco-spariglia tutto. C'è solo un anno davanti. E non basteranno sfilate di carnevale e fiere e sagre, non basterà fare promesse mai mantenute, offrire sciocchezze di fronte ai grandi problemi dei fanesi e di Fano; siamo oramai ridotti ad essere un piccolo paesotto dove chiudono negozi, imprese, alberghi; certo molte cose non possono essere fatte solo dall'amministrazione comunale ma guardare al concreto invece di predicare sogni sarebbe doveroso e normale.
Ma adesso lasciamoli cantare, e chi non lo farebbe nei loro panni?; hanno avuto successo, si sfogheranno qualche giorno poi...sarà tutto da vedere.
Cri cri...cri cri...cri.cri...
mercoledì 27 febbraio 2013
martedì 26 febbraio 2013
CIAO COMPAGNI, VADO A ROMA
L'avevo promesso e mantengo: se uno dei quattro candidati fanesi che io avevo scelto tra gli altri ce l'avesse fatta, ne avrei dato notizia in questo mio blog.
E cosi è andata: Laura Ricciatti, candidata SEL , fanese, è stata eletta in Parlamento, giovane e combattiva.
Gli altri: Marco Cicerchia per il PDL, Francesco Cavalieri per la lista Meloni, Luca Paolini, deputato uscente Lega se la sono presa elegantemente in saccoccia.
Diciamoci la verità. Laura Ricciatti ( che non a caso avevo messo tra i miei 4) era l'unica ad avere la possibilità di farcela; con molti dubbi perchè non si sa mai ma era veramente in buona posizione, sostenuta da tutti.
Bene: una fanese a Roma è sempre meglio di niente.
Ha già fatto promesse di impegno: speriamo che le mantenga.
E cosi è andata: Laura Ricciatti, candidata SEL , fanese, è stata eletta in Parlamento, giovane e combattiva.
Gli altri: Marco Cicerchia per il PDL, Francesco Cavalieri per la lista Meloni, Luca Paolini, deputato uscente Lega se la sono presa elegantemente in saccoccia.
Diciamoci la verità. Laura Ricciatti ( che non a caso avevo messo tra i miei 4) era l'unica ad avere la possibilità di farcela; con molti dubbi perchè non si sa mai ma era veramente in buona posizione, sostenuta da tutti.
Bene: una fanese a Roma è sempre meglio di niente.
Ha già fatto promesse di impegno: speriamo che le mantenga.
NON CI RESTA CHE PIANGERE
Comunque vadano le cose...non ci resta che piangere.
Non c'è bisogno di chiarire, come sono andate le elezioni oramai lo sappiamo a memoria. Bersani e compagnia sognavano di vincere, di prendere il governo, di pettinare le bambole e di smacchiare i giaguari e invece, insieme a Vendola, dovranno andare a battere il marciapiede per trovare qualche gruppetto disposto a sostenere il loro traballante governo.
Berlusca il cinese ha fatto i miracoli, diciamoci la verità ma anche lui, alla fine, resta con il cappello in mano: dovrà chiedere e non si sa se gli verrà dato.
Monti se l'è presa abbondantemente in saccoccia: credeva di spopolare e invece...ha fatto fuori solo i suoi alleati: Casini e Fini, come una mantide ( ne ha anche l'aspetto). Anche lui con il cappello in mano in attesa di avere l'obolo da Bersani.
Il vero, unico, incontrastato eroe di queste elezioni è stato Grillo: ha detto ma ha anche fatto; ha steso avversari, ha preso tutto, ha umiliato il PD sorpassandolo in moltissime regioni, primo partito anche nelle Marche, storicamente in mano al centro sinistra.
E' stato grande, bisogna riconoscerlo. Ha fatto a pezzi la vecchia politica, i vecchi tromboni, le frasi fatte, le promesse mai mantenute...e adesso viene il bello.
Sono stati cancellati i partitini che non dicevano nulla: Di Pietro, Fini, in buona parte Casini( miracolato ma mazziato), i socialisti di Nencini( che però è stato eletto), i radicali, Giannino e via di questo passo. Tutti in discarica!!!
E adesso? E adesso non ci resta che piangere, dovranno fare un governo e non si sa bene con chi, dovranno portare l'Italia fuori dal pantano ma non si sa bene come; dovremo affrontare l'Europa ed il mondo con un comico( Grillo), un disperato( Bersani), un pupo di plastica( Berlusconi).
Dove avete sbagliato? Hanno chiesto i giornalisti ai massimi dirigenti del PD. Hanno risposto stupiti! Abbiamo sbagliato? Noi abbiamo salvato l'Italia. Ecco la realtà del nostro paese, nessuno ammette, confessa e cerca di rimediare; tutti hanno ragione, tutti hanno fatto bene, tutti lavorano per noi.
Non ci resta che piangere.
Adesso sono curioso di vedere dove mette le mani il presidente Napolitano; lui che ha aperto la strada a Monti, a Bersani ed alle illusioni della sinistra. E adesso, caro Presidente? In che impicci ci siamo messi ?
Dimostrerebbe di avere coraggio se desse l'incarico a Grillo( tanto per dire) ma non è da lui; cercherà di metterci una pezza dando mandato al compagno Bersani che dovrà fare papocchi a destra e a manca per arrivare...al nulla.
Avanti coi carri! Bersani,avanti coi carri che il carnevale è appena iniziato.
Berlusca il cinese ha fatto i miracoli, diciamoci la verità ma anche lui, alla fine, resta con il cappello in mano: dovrà chiedere e non si sa se gli verrà dato.
Monti se l'è presa abbondantemente in saccoccia: credeva di spopolare e invece...ha fatto fuori solo i suoi alleati: Casini e Fini, come una mantide ( ne ha anche l'aspetto). Anche lui con il cappello in mano in attesa di avere l'obolo da Bersani.
Il vero, unico, incontrastato eroe di queste elezioni è stato Grillo: ha detto ma ha anche fatto; ha steso avversari, ha preso tutto, ha umiliato il PD sorpassandolo in moltissime regioni, primo partito anche nelle Marche, storicamente in mano al centro sinistra.
E' stato grande, bisogna riconoscerlo. Ha fatto a pezzi la vecchia politica, i vecchi tromboni, le frasi fatte, le promesse mai mantenute...e adesso viene il bello.
Sono stati cancellati i partitini che non dicevano nulla: Di Pietro, Fini, in buona parte Casini( miracolato ma mazziato), i socialisti di Nencini( che però è stato eletto), i radicali, Giannino e via di questo passo. Tutti in discarica!!!
E adesso? E adesso non ci resta che piangere, dovranno fare un governo e non si sa bene con chi, dovranno portare l'Italia fuori dal pantano ma non si sa bene come; dovremo affrontare l'Europa ed il mondo con un comico( Grillo), un disperato( Bersani), un pupo di plastica( Berlusconi).
Dove avete sbagliato? Hanno chiesto i giornalisti ai massimi dirigenti del PD. Hanno risposto stupiti! Abbiamo sbagliato? Noi abbiamo salvato l'Italia. Ecco la realtà del nostro paese, nessuno ammette, confessa e cerca di rimediare; tutti hanno ragione, tutti hanno fatto bene, tutti lavorano per noi.
Non ci resta che piangere.
Adesso sono curioso di vedere dove mette le mani il presidente Napolitano; lui che ha aperto la strada a Monti, a Bersani ed alle illusioni della sinistra. E adesso, caro Presidente? In che impicci ci siamo messi ?
Dimostrerebbe di avere coraggio se desse l'incarico a Grillo( tanto per dire) ma non è da lui; cercherà di metterci una pezza dando mandato al compagno Bersani che dovrà fare papocchi a destra e a manca per arrivare...al nulla.
Avanti coi carri! Bersani,avanti coi carri che il carnevale è appena iniziato.
domenica 24 febbraio 2013
SI GIT A VUTE'?
E' comunque quasi commovente l'attaccamento al dovere di voto degli anziani che ho visto in giro e che ho incontrato per strada. Da soli, camminando con prudenza, sotto braccio alla moglie( o al marito) , a qualche figlio o nipote. Brontolano, si lamentano, imprecano ma poi, alla fine, sentono ancora il dovere ( più che il diritto) di dire la loro dentro la cabina.
Non so se i giovani facciano altrettanto, non ho avuto modo di rendermene conto perchè, contrariamente ai " vecchietti" loro vanno veloci, sbrigano tutto in un attimo, arrivano con la moto o con l'auto rombante e ripartono che neanche te ne accorgi.
L'anziano ne ha viste di cotte e di crude: ha vissuto epoche difficili ma anche anni di relativa tranquillità, ha sperimentato sulla propria pelle illusioni e promesse, ha visto e sentito, non ha più niente da imparare: sa tutto. E quindi, secondo questo metro, dovrebbe mandare tutti a quel paese e invece...tiene duro, si impone di credere ancora, e non lo fa tanto per se ma perchè pensa a quelli che vengono dopo di lui e che hanno( avrebbero) il diritto di vivere tranquilli la loro vita: i figli, i nipoti, le nuove generazioni.
E allora borbotta, impreca, maledice però, alla fine, prende i suoi documenti, magari si fa aiutare ed accompagnare ma a votare ci va, è più forte di lui ( o di lei, naturalmente).
Ho alcuni seggi proprio vicino casa ed è per questo che vedo, che parlo, che sento, che mi rendo conto: molti ci vanno o prima o dopo la messa ( la chiesa è a pochi passi); chissà se si fanno ispirare da qualche santo o se chiedono perdono di essere cosi fessi da credere ancora negli uomini.
Oggi poi il sole e comunque un tempo discreto aiuta anche i più malandati. Vedremo poi come sono andate le cose.
Io immagino che alla fine le astensioni al voto saranno meno di quelle che si prospettavano giorni fa proprio per le ragioni che ho appena detto. Saranno ancora una volta i " maturi" a dare una parvenza di serietà a questa gabbia di matti?
( spero che il titolo in fanese sia scritto giusto...)
Non so se i giovani facciano altrettanto, non ho avuto modo di rendermene conto perchè, contrariamente ai " vecchietti" loro vanno veloci, sbrigano tutto in un attimo, arrivano con la moto o con l'auto rombante e ripartono che neanche te ne accorgi.
L'anziano ne ha viste di cotte e di crude: ha vissuto epoche difficili ma anche anni di relativa tranquillità, ha sperimentato sulla propria pelle illusioni e promesse, ha visto e sentito, non ha più niente da imparare: sa tutto. E quindi, secondo questo metro, dovrebbe mandare tutti a quel paese e invece...tiene duro, si impone di credere ancora, e non lo fa tanto per se ma perchè pensa a quelli che vengono dopo di lui e che hanno( avrebbero) il diritto di vivere tranquilli la loro vita: i figli, i nipoti, le nuove generazioni.
E allora borbotta, impreca, maledice però, alla fine, prende i suoi documenti, magari si fa aiutare ed accompagnare ma a votare ci va, è più forte di lui ( o di lei, naturalmente).
Ho alcuni seggi proprio vicino casa ed è per questo che vedo, che parlo, che sento, che mi rendo conto: molti ci vanno o prima o dopo la messa ( la chiesa è a pochi passi); chissà se si fanno ispirare da qualche santo o se chiedono perdono di essere cosi fessi da credere ancora negli uomini.
Oggi poi il sole e comunque un tempo discreto aiuta anche i più malandati. Vedremo poi come sono andate le cose.
Io immagino che alla fine le astensioni al voto saranno meno di quelle che si prospettavano giorni fa proprio per le ragioni che ho appena detto. Saranno ancora una volta i " maturi" a dare una parvenza di serietà a questa gabbia di matti?
( spero che il titolo in fanese sia scritto giusto...)
sabato 23 febbraio 2013
CHE SARA'..CHE SARA'...CHE SARA'...
Che sarà dei nostri eroi martedì mattina? Quando a voti scrutinati, cadranno tutte le illusioni?
Non voglio fare l'uccello del malaugurio, per carità, cerco solo di stare con i piedi per terra e guardare in faccia la realtà. Poi, come ho già scritto in precedenza. magari ce ne fosse uno che è uno che riesce ad andare a Roma! Fano non potrà che esserne soddisfatta ed io stesso, nel mio piccolissimo, darò spazio e complimenti al vincitore ( perchè, se ce la fa, comunque sia, se li merita).
Ma viviamo tempi bigi, difficili, da terremotati perenni; in molti rubano, in tantissimi ci raccontano balle e ci fanno promesse che non manterranno mai, campano alle nostre spalle e fanno anche gli eroi mentre disoccupati, giovani e fabbriche che chiudono mettono a terra decine di migliaia di famiglie.
Predicano rigore e sacrifici mentre loro se la spassano con stipendi, pensioni, gratifiche da nababbi; sono ritornati a predicare anche i " poveri" Romano Prodi, Massimo Dalema, Veltroni, tutti di sinistra, cioè di quelli che stanno dalla parte degli " operai" in cassa integrazione. Ci vuole una bella faccia tosta.
Anche Renzi, il rottamatore- al quale sicuramente è stato promesso qualche ministero- è tornato nelle piazze con la coda tra le gambe e non rottama più: adesso passa le revisioni!
Ma non è solo la sinistra: evidentemente è un male comune.
Tutti salgono sul pulpito a predicare, tutti hanno le ricette e le cure per salvare noi, l'Italia, il mondo; solo che dopo resta tutto come prima se non peggio. Però loro intanto, alle nostre spalle, si sono assicurati stipendi, pensioni, annessi e connessi senza guardare in faccia a nessuno.
Poche settimane fa hanno aumentato le pensioni minime( credo poco più di 400 euro); di quanto? Di 4, 5 euro.
Che vergogna!!!
Si lamentano di Grillo che comincia a fare paura ma non si rendono conto che lo "spauracchio Grillo" lo hanno provocato loro, lo hanno invitato a nozze, lo hanno concimato e coltivato con i loro atteggiamenti : promettere tutto per non fare nulla. E Grillo c' è andato a nozze.
Ma Grillo, ripeto, è una vostra creatura e adesso ve la tenete.
Ma per venire terra terra: che cosa faranno i candidati fanesi?
I quattro dell'Apocalisse? ( ed intendo i quattro che io ho indicato anche se so bene che ce ne sono altri).
Staremo a vedere; manca poco, due giorni. Una bazzecola poi: che sarà...sarà...
Non voglio fare l'uccello del malaugurio, per carità, cerco solo di stare con i piedi per terra e guardare in faccia la realtà. Poi, come ho già scritto in precedenza. magari ce ne fosse uno che è uno che riesce ad andare a Roma! Fano non potrà che esserne soddisfatta ed io stesso, nel mio piccolissimo, darò spazio e complimenti al vincitore ( perchè, se ce la fa, comunque sia, se li merita).
Ma viviamo tempi bigi, difficili, da terremotati perenni; in molti rubano, in tantissimi ci raccontano balle e ci fanno promesse che non manterranno mai, campano alle nostre spalle e fanno anche gli eroi mentre disoccupati, giovani e fabbriche che chiudono mettono a terra decine di migliaia di famiglie.
Predicano rigore e sacrifici mentre loro se la spassano con stipendi, pensioni, gratifiche da nababbi; sono ritornati a predicare anche i " poveri" Romano Prodi, Massimo Dalema, Veltroni, tutti di sinistra, cioè di quelli che stanno dalla parte degli " operai" in cassa integrazione. Ci vuole una bella faccia tosta.
Anche Renzi, il rottamatore- al quale sicuramente è stato promesso qualche ministero- è tornato nelle piazze con la coda tra le gambe e non rottama più: adesso passa le revisioni!
Ma non è solo la sinistra: evidentemente è un male comune.
Tutti salgono sul pulpito a predicare, tutti hanno le ricette e le cure per salvare noi, l'Italia, il mondo; solo che dopo resta tutto come prima se non peggio. Però loro intanto, alle nostre spalle, si sono assicurati stipendi, pensioni, annessi e connessi senza guardare in faccia a nessuno.
Poche settimane fa hanno aumentato le pensioni minime( credo poco più di 400 euro); di quanto? Di 4, 5 euro.
Che vergogna!!!
Si lamentano di Grillo che comincia a fare paura ma non si rendono conto che lo "spauracchio Grillo" lo hanno provocato loro, lo hanno invitato a nozze, lo hanno concimato e coltivato con i loro atteggiamenti : promettere tutto per non fare nulla. E Grillo c' è andato a nozze.
Ma Grillo, ripeto, è una vostra creatura e adesso ve la tenete.
I quattro dell'Apocalisse? ( ed intendo i quattro che io ho indicato anche se so bene che ce ne sono altri).
Staremo a vedere; manca poco, due giorni. Una bazzecola poi: che sarà...sarà...
venerdì 22 febbraio 2013
IL TEMPO PASSA
Come passa il tempo
come vola il tempo
sembrava ieri
e invece è già domani
nel vetro che ti specchia
non riconosci il tuo viso
è passata cosi veloce
la giovinezza?
E pensare che i giorni
e i mesi e gli anni
sembravano solo numeri.
Ti senti ancora forte
ce la posso fare
ma sono piccole illusioni
per continuare a vivere.
Ti vedi, ti osservi
nei volti e nei corpi
degli altri: se loro sono così,
forse anch'io
sono cambiato.
Ma in fondo, che importa?
Poi la giovane commessa
ti fa passare avanti
e ti serve prima degli altri
e allora capisci
che è proprio finita.
come vola il tempo
sembrava ieri
e invece è già domani
nel vetro che ti specchia
non riconosci il tuo viso
è passata cosi veloce
la giovinezza?
E pensare che i giorni
e i mesi e gli anni
sembravano solo numeri.
Ti senti ancora forte
ce la posso fare
ma sono piccole illusioni
per continuare a vivere.
Ti vedi, ti osservi
nei volti e nei corpi
degli altri: se loro sono così,
forse anch'io
sono cambiato.
Ma in fondo, che importa?
Poi la giovane commessa
ti fa passare avanti
e ti serve prima degli altri
e allora capisci
mercoledì 20 febbraio 2013
IL SOGNATORE
Era fatto cosi: a Sauro piaceva sognare ad occhi aperti, in ogni ora del giorno ma soprattutto quando seguiva, lento, il padre nel lavoro dei campi.
Camminare sulla terra lavorata per seminare o lungo i piccoli solchi per infilare nella terra le piantine degli ortaggi lo aiutava a volare con la fantasia, passo dopo passo, tenendo come unico punto di riferimento le spalle curve del padre.
Sauro era stato cosi sin da piccolo e adesso che aveva undici anni riusciva ancor più ad estraniarsi dalla realtà che lo circondava seguendo solo i suoi pensieri, pur aiutando i genitori con il massimo dell'impegno per rendersi utile e non sentirsi estraneo dalla famiglia.
A casa avevano capito che era meglio lasciarlo fare, senza rimproverarlo per quell'aria sempre assente, oltretutto perchè in fondo Sauro era un ragazzo intelligente ed ubbidiente, senza tanti grilli per la testa.
Lo aveva detto anche il medico, un giorno che era stato chiamato per dare un consiglio:" Sauro vive in un suo mondo che lo aiuta a stare bene, è un po' distratto, è vero, ma per il resto è un bimbo normalissimo e vedrete che quando sarà grande, cambierà di certo"; su questo, però, il dottore si era sbagliato e di grosso.
A scuola, naturalmente, non aveva dato buoni profitti e, finite le elementari,lo avevano messo subito a lavorare tra buoi e mucche, galline e tacchini, grano e ortaggi.E questo era il mondo che Sauro preferiva.Gli animali erano i suoi interlocutori, i suoi amici e le piante, con le loro grandi chiome spinte verso il cielo erano orizzonti fantastici e senza
confini.
I ragazzi dei contadini che abitavano poco lontano lo conoscevano poco o nulla; Sauro non era uno di quelli pronti a giocare alla guerra o a correre lungo il torrente tra sterpi e canne o a litigare e fare a pugni e per questo non lo cercavano neanche e lo ignoravano.
Nei momenti "speciali" Sauro si arrampicava su un antico olmo, nodoso e forte e trovava posto nella biforcazione di due grossi rami che formavano con il tronco una specie di sedile.Tra le grandi foglie di quell'albero egli viveva le ore più belle; non chiudeva gli occhi, anzi! li teneva aperti e spalancati verso la campagna che dolcemente piegava verso la linea dell'orizzonte e con i filari delle viti che tracciavano un reticolato di linee convergenti nell'azzurro sereno del cielo.
I pensieri di Sauro ,quelle volte, prendevano forma tra bianche nuvole che non erano in cielo, fiumi dorati di sole,sommesse onde marine che non aveva mai visto, grandi uccelli azzurri dalle ali trasparenti.
Solo l'insistente richiamo della madre lo costringeva a scendere dall'albero e ad andare a casa per mangiare o per aiutare a fare ancora qualche lavoro.
Sul finire di settembre Sauro aveva cominciato a salire sul vecchio albero sempre più spesso ed i genitori erano costretti a gridare forte e con insistenza per richiamare la sua attenzione.
Un giorno due ragazzi che giocavano alla guerra lo avevano visto, per la prima volta, correre lungo lo stradino che portava al torrente. Sauro aveva un modo di incedere strano: correva a saltelloni, muovendo le braccia tenute aperte dall'alto in basso e viceversa.Avevano subito chiamato gli amici ed insieme, nascosti dietro le canne, avevano riso di lui. Erano allora tornati più volte in quel luogo e lo avevano visto ancora, a passi veloci ed a braccia aperte, scendere il viottolo verso il piccolo corso d'acqua.Ridevano e sghignazzavano di lui, e qualche volta gli facevano il verso.
Ma Sauro non badava a loro, non li vedeva e non li sentiva e continuava, sereno, a percorrere il tragitto che dal vecchio albero portava al torrente, un po' in discesa , a saltelli veloci, le braccia mosse simili a grandi ali.
Poi non lo avevano visto più ed a casa, Sauro, non aveva fatto più ritorno. I genitori prima lo avevano chiamato per ore, cercato tra i campi, nelle strade vicine, nel torrente, infine si erano rivolti ai carabinieri e con loro avevano battuto tutta la campagna senza risultato. Sauro era scomparso nel nulla.
Il babbo ancora si gira, quando cammina lento nei campi. sente la presenza del figlio alle sue spalle ed a voce alta gli grida di stare attento a non calpestare le piantine.
Dove sarà? Tra le bianche nuvole che non sono in cielo o nei fiumi dorati di sole o in groppa ad un grande uccello azzurro dalle ali trasparenti che lo porta a volare tra i sogni?
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