Abbiamo scavallato, come si suol dire; oramai siamo a pieno titolo nel 2014. Sappiamo quel che abbiamo lasciato ma per fortuna non sappiamo ciò che ci aspetta, sarà tutto da scoprire giorno dopo giorno, sicuramente a nostre spese.
Non è per fare il pessimista ad oltranza ma le premesse non sono da gioie infinite, tutt'altro! Tra politica, governo, tasse, leggi nuove, gabelle inimmaginabili da una mente normale ( SUC, GIP, IRSU, IMU, IRAS...) avremo giorni, settimane, mesi da sudare, faticare, imprecare a ragion veduta. E sperando sempre che le cose negative finiscano qui.
Io ci provo ad essere ottimista ma non ce la faccio e per fortuna che non credo alle previsioni del tempo fatte con le cipolle perchè sennò verrebbe meno anche l'unica nota positiva che il destino ci riserva : l'estate. Perchè le cipolle non sono state proprio da...applauso.
Forse l'unica cosa da fare è quella- nel limite del possibile- di vivere giorno per giorno e godere delle piccole,piccolissime cose che la vita quotidiana ci offre, quando ce le offre. Per il resto...difesa ad oltranza.
Intanto prepariamoci agli appuntamenti tragici più vicini: la campagna elettorale e poi le elezioni. Saremo bombardati e distrutti per settimane e settimane. Nel nostro piccolo: chi vincerà a Fano? Chi andrà a governare, a fare il sindaco, l'assessore, il presidente? I candidati sono tanti, le liste sono tante, le teste sono tante, le speranze...che le cose migliorino sono invece pochissime.
Nota storica: dopo dieci anni il sindaco Agussi lascia la fascia tricolore per sempre.
Unica cosa certa per me, l'amicizia dei miei 18 amici FB, che magari potranno diventare 20 oppure 16 ma sempre amici graditissimi. Andremo avanti in questo 2014 scambiando qualche pensiero, qualche battuta, qualche impressione. E ci faremo coraggio.
Viene viene la befana/ vien dai monti a notte fonda/ come è stanca!/ La circonda neve, gelo e tramontana/ viene, viene la befana.
L'ho imparata all'asilo..." qualche" anno fa e non l'ho più dimenticata; anche perchè al mio paese il 5 di gennaio il buio profondo c'era, la neve pure, forse anche la tramontana; insomma realismo perfetto. La befana, poi, era pronta da diversi giorni con i suoi doni, modesti ma importanti per me.
Naturalmente i tempi sono cambiati: mi diceva ieri una mia amica che i bimbi, sin da piccoli conoscono già il "mistero" e fanno solo finta di crederci sin dall'asilo. Suo figlio, che lo frequenta, le ha detto:" mi hanno detto all'asilo che la befana siete te e babbo! " Punto. Neanche a tre, quattro anni si sogna più. E poi non lamentiamoci nè meravigliamoci se abbiamo tolto loro anche le ultime illusioni.
Questa notte verrà volando con l'elicottero, con il deltaplano, o con il Suv ultimo modello ? Non voglio fare previsioni. quel che c'era da dire l'ho già detto. Magari dopo qualche giorno, dopo qualche vacanzetta in montagna a sciare ( conosco persone che sono a Cortina ed altre località di moda già da diversi giorni o sono appena tornate; altre, i più fighi, vanno quando non c'è più il " popolino" di fine settimana), o nei mari del sole, a casa, nella maledetta cassetta della posta, arriveranno per molti anche i mutui da pagare, il SUV da riconsegnare perchè non si pagano le rate da mesi, e i solleciti del dentista, dell'ingegnere, dell'impresa, dell'immobiliare che vogliono i soldi. E allora sono dolori!!!
Ma non per tutti, naturalmente. C'è anche chi se la gode e ...buon per loro e senza invidia.
Verrà la befana, questa notte, in qualche modo trasportata ma verrà.
Volerà nella notte, la befana, sempre ed immancabilmente a cavallo di una scopa, e porterà doni a tutti, grandi e piccini.
E già su questo non sono d'accordo; effettivamente ci dovrebbe essere una concreta distinzione. I regali li dovrebbero avere solo coloro che se li meritano, bimbi compresi. Non generalizziamo! Non facciamo i buonisti! Non facciamo granata para perchè tanto" un regalino non si nega a nessuno". No! Siamo vittime del consumismo tutto l'anno, almeno in questa giornata cerchiamo di essere seri. Sono lontani i tempi in cui la vecchietta con la scopa portava- e già faceva fatica- qualche gioco di legno o di latta dipinta, un pò di caramelle e...tanti tanti arance e mandarini. Allora erano tempi magri e si tirava veramente la cinghia ed anche i doni erano adeguati ma sono anni oramai che il 6 di gennaio arrivano fior di sorprese, costose e spesso inutili; e allora ? Facciamo in modo che siano almeno meritate.
I bimbi, i ragazzi, gli adulti che se ne sono fregati altamente per dodici mesi facendo girare gli zebedei a mezzo mondo...embè, a questi neanche l'odore di un dono e calza vuota!
Lo so che è un discorso inutile perchè tanto...come dice qualcuno, ai tempi d'oggi è befana tutto l'anno ma un gesto di ritrovata educazione non guasterebbe.
E immagino che dopo babbo natale, anche la vecchietta scaricherà tonnellate di regali in tutte le case, sia per i piccini, sia per medi, sia per i grandi e toh! mi voglio rovinare, anche per il cane e per il micio.
Così va la vita di questi tempi: c'è un ottantacinquenne che guida un Suv e fa un macello perchè non lo sa guidare, ci sono giovani ragazze che bruciano tutto e subito prostituendosi a 14 anni, ci sono le mamme che dei ricavati ne vogliono una parte ( non tutti! perchè sono buone) e ci sono ogni giorno decine di persone che vanno via di testa, si uccidono e uccidono senza una ragione apparente.
Non è più rimasto neanche il bello dell'arrivo della befana dal camino; con i termosifoni, se va bene, potrebbe entrare dalla cappa della caldaia ma è così piccola che non è credibile. Forse l'unica sarebbe che arrivasse in auto blu blindata; tanto oggi un'auto blu non si nega a nessuno, neanche all'ultimo imbecille di questo mondo.
E' sera tarda, il locale e la pista da ballo sono strapieni; oggi ballo latino-americano; è di moda, tutti ne conoscono più o meno i passi, le mosse, forse anche il ritmo.
Sono state aperte "scuole" di danza in tutti gli angoli delle città, spesso dirette da "maestri" che si considerano tali solo perchè hanno l'accento spagnolo o vengono dall'Argentina facendo i pizzaroli, i macellai...i barbieri .
I frequentatori arrivano da tutta la provincia ma anche da fuori, Rimini, Senigallia Ancona, Fano. Di tutti i tipi e di tutte le misure: vedovi, vedove, persone sole in cerca di compagnia, divorziati, gente a caccia di avventure, signore e signorine oltre i cinquanta ( più o meno); e una voglia comune, quella di divertirsi. C'è anche chi arriva accompagnato. L'aveva buttata lì, tanto per dire, alla vecchia amica che aveva incontrato per strada dopo tanti anni: andiamo in pista che ci sono i latino americani? Convinto che lei avrebbe detto di no; invece lei ha detto sì, subito, perchè era innamorata di quei ritmi. E adesso? Lui sapeva fare si e non due passi, provati a casa, tanto per perdere tempo. E adesso? In attesa della notte aveva bombardato di telefonate un suo amico geometra che era maestro di ballo. " aiutami!!! Aiutami !!!" gli aveva implorato e l'amico l'aveva fatto andare nello studio, aveva spostato il tavolo, acceso il lettore e si erano messi a ballare, dandogli lezioni accelerate. Due ore di fila, distrutti, per insegnargli i rudimenti.
Le sale sono piene, il parcheggio non regge la botta, le piste trasudano sangue come ai tempi del liscio.
Lui si avvicina alla dama ( forse domestica o cuoca in giornata di riposo) : " Vu balè? " E lei " Cass" so' machi a posta !!!"
Si beve, si balla, si suda, i profumi dei dedoranti che " non sporcano i vestiti e le camicie" si mescolano a quelli degli aperitivi, dei calici di frizzantino, del fumo di sigaretta fumata prima di entrare o durante l'intervallo. I passi non sono facili, tutti sculettano a destra e a sinistra, muovono le spalle, fanno le giravolte, si prendono, si lasciano e si riprendono, si sfiorano appena; dovrebbero essere sensuali le movenze ma qui, in pista con trecento persone, sono solo lavori forzati.
Ma gli occhi guardano in alto, si socchiudono, c'è aria di goduria, di libido; forse dopo...magari...ci scappa anche la suonatina, viagra permettendo.
Baila! Baila! L'amico che ha preso lezioni in mezz'ora è calato due chili, non ne viene fuori, inciampa, sgambetta, si scontra con altri, la dama lo guarda severo ma sopporta: meglio lui che nessuno.
Ma si va, sulla pista, a dimenticare la solitudine, l'età, la vita che va storta, il lavoro che non rende il necessario. A divertirsi con i latino americani, con le fanesi, gli anconetani, i senigalliesi; con le cinquantenni che arrivano a frotte piene di speranze e di illusioni; fino a che non se ne vanno, deluse e più sole di prima.
E la settimana dopo...ancora a sperare.
bipede e cane.
Se ne vanno insieme,il/la bipede sguardo perso nel nulla, l'uno di fianco all'altro; se è donna, di solito, è vestita casual, tuta, giaccone, berretto in testa, se è uomo...uguale.
Se ne vanno camminando molto: lido, porto sassonia, ritorno, pista d'atletica di via trave e poi ancora...ancora; lei/ lui assorto nei propri pensieri, indifferenti a tutto; se il cane è piccolo non si ricordano neanche di averlo al guinzaglio salvo quando incontra qualche altro "fratello" con il quale o fa subito amicizia e si annusano con voluttà o cominciano ad abbaiare sino all'esaurimento, svegliando dal torpore il bipede; se il cane è di grossa taglia, spesso si fanno trascinare dallo stesso, senza neanche muovere i piedi; il quadrupede è forte, ha il vigore per lavorare per entrambi; certo è che questi ultimi danno qualche problema in più quando incontrano fratelli della stessa taglia: sono come leoni in pista e qualche volta sono anche guai.
Ma, detto questo: per molti lui/ lei il cane non è un animale con una sua personalità da rispettare ma diventa un fratello/sorella, amico/amica, amante,padre, madre, figlio, è un essere umano sotto tutti i punti di vista e conseguentemente cosi lo trattano e lo usano. Lo chiamano, amore, vieni da mamma/babbo, adesso andiamo a casa, andiamo a fare la spesa, comperano per loro un guardaroba in tutto e per tutto come se fosse un bimbo: dalle scarpine di lana al berretto, al cappottino, all'impermeabile, al collarino di pietre colorate, alla pettorina all'ultima moda, alla pappa di prima qualità. Forse ( non sono parole mie) cercano nell'amico a quattro zampe quel che non hanno avuto o non hanno dagli essere umani. E siccome il cane non può rispondere, non può dare ragione o torto, non possono ribattere...per molti sono la compagnia ideale per riempire il vuoto che hanno dentro e intorno.
Senza generalizzare totalmente, sia chiaro.
E vanno, con l'animaletto al guinzaglio che, da parte sua, farebbe tanto a meno di andare dietro al bipede e preferirebbe farsi gli affari suoi da animale qual'è.
Ma oramai è tardi; la natura del cane, imprigionata nell'egoismo dell'uomo che li ha usati e li usa per i SUOI interessi e non per quelli dell'animale, dicevo: la natura è totalmente cambiata ed infiacchita. Abituati agli ozi casalinghi, al mangiare pieno di schifezze, alle comodità, invecchiano precocemente, hanno cento malattie, perdono i denti,zampe e piedi delicati, occhi che vedono e non vedono,
e tanto altro. Alla catena dovevano fare la guardia, poi aiutare l'uomo a cacciare, poi a fare le sfilate per il corso principale della città, poi ad inseguire una lepre di pezza, poi a sbranarsi tra loro per far guadagnare i soldi ai padroni,poi a saltare negli anelli di legno, poi a fare gli stupidi per far contenti i proprietari; li hanno persino vestiti da babbo natale ed altro del genere.
E se vanno, assorti nei loro pensieri, vestiti casual, con il cane che li accompagna come se fosse la loro badante.
Dalla nebbia del tempo
ritornerà il tuo viso,
il tuo sorriso,
la pazienza a capire
ed a capire l'impazienza
degli anni verdi
della giovinezza;
le carezze nascoste
dal verde dei prati
e l'amore che correva
verso le colline
per prendere il volo
ad occhi chiusi.
I tuoi sguardi
che chiedevano
il perchè
e non c'erano risposte
ma lunghi silenzi
a sfiorare le tue guance
che avevano
il colore delle albicocche,
mature come il tempo
che andava
verso un sogno
che non finiva mai.
Ritornerai
a guardare le mani
che tremano un poco
nel ricordare
ricordi
che non svaniscono.
Inseguiamo il tempo
fino a che il tempo
si farà inseguire;
non sono ore
sono attimi che corrono
sulle pareti bianche
dei giorni che non vediamo
ma che segnano
ritmi che ci sfuggono
dalle mani, senza ritorno.
Guardiamo il sole che sorge
seguiamo i gabbiani
che vanno
senza chiedersi il perchè.
Andiamo insieme
per quella strada senza fine
prima che il tempo
vada troppo lontano da noi
e ci lasci soli e smarriti.