Ho incontrato un cane che guidava il Suv
andava a mille all'ora per andare al bar
vestito da fighetto e abbronzato come una star
rideva e poi abbaiava e poi rideva parlando al cellulare
teneva il volante con una sola mano
e con l'altra mandava messaggini chissà a chi,
la musica andava a palla come in discoteca
e lui abbaiava ancora e poi rideva;
guidava il Suv con tre dita sfiorando auto e pedoni
e il carro armato filava come un razzo
mentre lui pensava" io sono io e voi non siete un cazzo!"
E finalmente è arrivato al bar, guidando con due dita
ha parcheggiato dove voleva lui
di traverso nel viale pedonale tra alberi ed aiuole
è sceso con un salto muovendo la coda
ma qualcosa è andato storto: ha messo un piede
sulla cacca gigantesca di un suo simile
ha perso l'equilibrio ed è caduto a terra
con il sedere proprio sulla... torta !
Ed il Suv è rimasto senza cane
mentre intorno a lui si alzava profumo di...viole.
Adesso abbaia!
mercoledì 9 aprile 2014
IL PENDOLO
Risuonavano lenti e cupi
i rintocchi dell'antico orologio
in quella grande sala
le cui pareti facevano eco;
sembravano i rintocchi
di una campana
che chiamava a messa
da una chiesa vicina.
Di notte si sentivano
ancora più forti e più maestosi
come la grande voce
di un vecchio saggio
conosciuto nelle favole.
Era alto e grande
e dal vetro si vedeva il pendolo
color dell'oro,
che andava a destra e a sinistra
senza fermarsi mai
perchè i miei genitori
lo ricaricavano ogni settimana
salendo su una piccola scala
per raggiungere il grande quadrante
e girare la chiave.
Ed io, con il naso all'insù,
stavo sempre a guardare
affascinato, senza un perchè,
da quella operazione
che facevano i " grandi".
E quell'orologio, che ha segnato
anche il trascorrere dei miei anni,
mi è ancora vicino,
testimone della mia vita.
( l'orologio della foto non è quello di cui parlo)
i rintocchi dell'antico orologio
in quella grande sala
le cui pareti facevano eco;
sembravano i rintocchi
di una campana
che chiamava a messa
da una chiesa vicina.
Di notte si sentivano
ancora più forti e più maestosi
come la grande voce
di un vecchio saggio
conosciuto nelle favole.
Era alto e grande
e dal vetro si vedeva il pendolo
color dell'oro,
che andava a destra e a sinistra
senza fermarsi mai
perchè i miei genitori
lo ricaricavano ogni settimana
salendo su una piccola scala
per raggiungere il grande quadrante
e girare la chiave.
Ed io, con il naso all'insù,
stavo sempre a guardare
affascinato, senza un perchè,
da quella operazione
che facevano i " grandi".
E quell'orologio, che ha segnato
anche il trascorrere dei miei anni,
mi è ancora vicino,
testimone della mia vita.
( l'orologio della foto non è quello di cui parlo)
martedì 8 aprile 2014
GIRANDO L'ANGOLO...
Girando l'angolo, lasciata la strada più importante,
imbocchi uno stretto vicolo lungo poche decine di metri
ma senza fine per quanto riguarda il tempo
che rappresenta, fermo negli anni, come in una foto,
dalle vecchie case, gli antichi muri, i minuscoli negozi,
le persiane verdi, i gerani sui davanzali, le finestre
dai vetri piccoli e opachi, qualche gatto che passeggia,
e un paio di sedie con la paglia, sistemate
agli angoli di un gigantesco portone tutto scrostato.
Persino l'illuminazione è scarsa, fornita da modeste
lampade sistemate in due vecchi lampioni a braccio
inchiodati nel muro delle case.
Le botteghe hanno uno scalino davanti la porta,una
piccole vetrina e gli oggetti da vendere esposti sui ripiani,
non cose di valore ma certamente fatte a mano, artigianali e, come si suol dire" come si facevano una volta"...
Anche se cammini piano a percorrerlo ci metti pochissimi minuti ma val la pena guardarsi attorno, dare un'occhiata a questi ultimi segni di una Fano che non c'è più anche nel centro più antico. Quanto ci vorrà ancora perchè sparisca anche questa ultima testimonianza di una passato/ presente
nella corsa verso il moderno, l'attuale e-aggiungo perchè non si possono fermare comunque gli aggiornamenti tecnologici- e quindi abbattere per ricostruire al passo coi tempi? Non lo so, vista la crisi attuale ma immagino che c'è sempre dietro l'angolo l'imprenditore disposto a prendere per trasformare e cancellare quel anche quel poco che resta degli anni lontani.
Questo è il destino; peccato che a Fano spesso si è distrutto il vecchio per rifare al suo posto edifici che fanno venire la pelle d'oca! Uno per tutti, via Garibaldi, palazzo delle poste, rifatto sulle ceneri dell'antico palazzo Mariotti. Da brivido !!!!
Comunque, il vicoletto di cui parlo, per fortuna, c'è ancora e qualche volta, anche senza ragione, lascio il corso e lo percorro piano, cercando con gli occhi anche i piccoli particolari che di solito sfuggono; è un altro mondo e serve a capire...se si ha voglia di capire.
imbocchi uno stretto vicolo lungo poche decine di metri
ma senza fine per quanto riguarda il tempo
che rappresenta, fermo negli anni, come in una foto,
dalle vecchie case, gli antichi muri, i minuscoli negozi,
le persiane verdi, i gerani sui davanzali, le finestre
dai vetri piccoli e opachi, qualche gatto che passeggia,
e un paio di sedie con la paglia, sistemate
agli angoli di un gigantesco portone tutto scrostato.
Persino l'illuminazione è scarsa, fornita da modeste
lampade sistemate in due vecchi lampioni a braccio
inchiodati nel muro delle case.
Le botteghe hanno uno scalino davanti la porta,una
piccole vetrina e gli oggetti da vendere esposti sui ripiani,
non cose di valore ma certamente fatte a mano, artigianali e, come si suol dire" come si facevano una volta"...
Anche se cammini piano a percorrerlo ci metti pochissimi minuti ma val la pena guardarsi attorno, dare un'occhiata a questi ultimi segni di una Fano che non c'è più anche nel centro più antico. Quanto ci vorrà ancora perchè sparisca anche questa ultima testimonianza di una passato/ presente
nella corsa verso il moderno, l'attuale e-aggiungo perchè non si possono fermare comunque gli aggiornamenti tecnologici- e quindi abbattere per ricostruire al passo coi tempi? Non lo so, vista la crisi attuale ma immagino che c'è sempre dietro l'angolo l'imprenditore disposto a prendere per trasformare e cancellare quel anche quel poco che resta degli anni lontani.
Questo è il destino; peccato che a Fano spesso si è distrutto il vecchio per rifare al suo posto edifici che fanno venire la pelle d'oca! Uno per tutti, via Garibaldi, palazzo delle poste, rifatto sulle ceneri dell'antico palazzo Mariotti. Da brivido !!!!
Comunque, il vicoletto di cui parlo, per fortuna, c'è ancora e qualche volta, anche senza ragione, lascio il corso e lo percorro piano, cercando con gli occhi anche i piccoli particolari che di solito sfuggono; è un altro mondo e serve a capire...se si ha voglia di capire.
domenica 6 aprile 2014
QUI S'INZUPPA E QUI SI INTRUPPA !!!
Pienone, naturalmente, tanto da bloccare per diversi minuti addirittura il passaggio.
Occhiatina,quindi, anche per il sottoscritto che a quell'ora, di solito, fa appunto la sua passeggiata. E mi sono anche fermato a curiosare: tra i presenti tante, tante persone che conosco, amici, conoscenti, rappresentanti dei partiti che appoggiano Seri sindaco.
Ma oltre agli " addetti ai lavori" tutti ben vestiti per farsi riprendere e fotografare c'erano anche molti " nostalgici" che da anni avevano abbandonato la scena politica e che improvvisamente si sono sentiti ripresi dal fuoco della battaglia e sgomitavano per farsi vedere e per farsi avanti.
Ho rivisto volti e sembianze dimenticati ( per colpa mia, quasi sicuramente), ex amministratori e politici degli anni che furono, battaglieri attivisti di partiti che oramai non ci sono neanche più o che contano meno di zero, padri con figli ai quali il genitore vorrebbe trasmettere non solo la passione ma anche-se possibile-uno stipendio sicuro.
Ne ho visti, sabato sera, ne ho visti fare numero davanti la sede mentre Seri salutava tutti. Insomma: dopo molto digiuno, si ripresenta l'occasione concreta di ritornare sul palcoscenico e in molti non hanno voluto perdere l'occasione. E quel che è bello è che non tutti sono stati, in passato, elettori ed attivisti del centro sinistra; hanno navigato a naso e a vista in tante altre formazioni; adesso vedono la luce del faro e non si fanno scrupoli. "Tanto- dicono- oramai cosa vuol dire destra, centro, sinistra, siamo tutti per il popolo e per il bene della città!"
Te possino....!!!!
Ed erano lì, sabato sera, ad applaudire, con il cellulare in mano per scattare foto ricordo, per poter dire " anch'io c'ero" e chiedere, poi...qualcosina da mordere.
Intendiamoci: sabato erano da Seri ma questo girotondo c'è in ogniddove...in ogni inaugurazione perchè: tengo famiglia e dovrò pur guadagnà pe' campà!.
E se a Fano va così, immaginate cosa accade in città più grandi, nelle regioni, nel parlamento, nel governo.
Ed eccoli ,gli eroi del sottobosco, compresi quelli che hanno cambiato casacca ogni volta che ne hanno vista la convenienza.
Ce li ritroveremo tra I piedi fra due mesi? Speriamo di no...speriamo...spe... ssssssss.
venerdì 4 aprile 2014
DOVE IL CIELO ABBRACCIA IL MARE
All'orizzonte, lì dove il cielo
abbraccia con forza il mare
si addensano gigantesche
nuvole nere e grigie
cariche d'acqua
che annunciano temporale.
Avanzano lente,minacciose,
oscurando piano piano
tutta la scena; vengono
come se cercassero
proprio te e l'acqua del mare
è piombo fuso.
C'è uno strano silenzio intorno
come se uomini e natura
tornassero indietro nel tempo
terrorizzati da ciò che potrà accadere.
Tuoni, lampi, fulmini, pioggia
a fiumi, ripropongono
uno spettacolo selvaggio
e primordiale
come all'inizio dei tempi.
E l'antica paura passerà
solo quando all'orizzonte
spunterà bello e colorato
l'arcobaleno.
abbraccia con forza il mare
si addensano gigantesche
nuvole nere e grigie
cariche d'acqua
che annunciano temporale.
Avanzano lente,minacciose,
oscurando piano piano
tutta la scena; vengono
come se cercassero
proprio te e l'acqua del mare
è piombo fuso.
C'è uno strano silenzio intorno
come se uomini e natura
tornassero indietro nel tempo
terrorizzati da ciò che potrà accadere.
Tuoni, lampi, fulmini, pioggia
a fiumi, ripropongono
uno spettacolo selvaggio
e primordiale
come all'inizio dei tempi.
E l'antica paura passerà
solo quando all'orizzonte
spunterà bello e colorato
l'arcobaleno.
giovedì 3 aprile 2014
PUO' CAPITARE
Può capitare, in un incontro casuale,
restare incantato da una donna
che è seduta al tavolo di un bar
a poca distanza da te,
e parla con uomo, sorride
e sorseggia lentamente una bevanda;
ha il volto bello e luminoso
e la mano che stringe il bicchiere
sembra disegnata da un artista,
con le dita lunghe, affusolate
la carnagione bianca e trasparente
solcata da piccole vene azzurre;
qualche volta, mentre sorride,
scuote leggermente il capo
facendo ondeggiare i capelli
che hanno il colore del miele.
La guardi e non vedi altro
e segui i suoi movimenti,
le sue espressioni, i suoi sorrisi
la mano che regge il calice,
e lei, invece, non si accorge
della tua presenza ed i suoi occhi
guardano altrove e lontano
o verso la grande vetrata dalla quale
si vede la strada.
Poi lei,all'improvviso,
si alza e se ne va da sola
e mentre ti passa accanto
i suoi occhi incontrano i tuoi
e la sua mano,per un attimo,
sfiora la tua.
restare incantato da una donna
che è seduta al tavolo di un bar
a poca distanza da te,
e parla con uomo, sorride
e sorseggia lentamente una bevanda;
ha il volto bello e luminoso
e la mano che stringe il bicchiere
sembra disegnata da un artista,
con le dita lunghe, affusolate
la carnagione bianca e trasparente
solcata da piccole vene azzurre;
qualche volta, mentre sorride,
scuote leggermente il capo
facendo ondeggiare i capelli
che hanno il colore del miele.
La guardi e non vedi altro
e segui i suoi movimenti,
le sue espressioni, i suoi sorrisi
la mano che regge il calice,
e lei, invece, non si accorge
della tua presenza ed i suoi occhi
guardano altrove e lontano
o verso la grande vetrata dalla quale
si vede la strada.
Poi lei,all'improvviso,
si alza e se ne va da sola
e mentre ti passa accanto
i suoi occhi incontrano i tuoi
e la sua mano,per un attimo,
sfiora la tua.
mercoledì 2 aprile 2014
LA PINETA
Un piccolo vialetto di sassi bianchi
molto ripido e stretto
correva sotto l'antico muro di cinta
ed era difficile da percorrere
perchè le piccole pietre
sfuggivano da sotto i piedi
ed era un attimo cadere a terra
e farsi male.
Si andava, quindi, lentamente
e con molto timore, appoggiando
una mano sul muro, coperto
di erba e piccoli cespugli.
Al termine della stradina
c'era una grande pineta,
così fitta di alberi che la luce
del sole, in estate, entrava a fatica.
In terra uno spesso strato di aghi,
di rami secchi e di pigne;
e proprio le pigne venivamo a prendere
dopo quello spericolata discesa,
per riporle nelle borse
e portarle a casa;
sceglievamo le più belle, le più grosse,
poi le mettevamo
sulla fiamma del camino,
aspettando che si aprissero
e togliere, una dopo l'altra,
con le dita nere di fumo
le gustose mandorle che avremmo
poi aperto per prendere i pinoli
e mangiarli subito, di corsa.
Non costavano nulla
ed era una piccola avventura.
molto ripido e stretto
correva sotto l'antico muro di cinta
ed era difficile da percorrere
perchè le piccole pietre
sfuggivano da sotto i piedi
ed era un attimo cadere a terra
e farsi male.
Si andava, quindi, lentamente
e con molto timore, appoggiando
una mano sul muro, coperto
di erba e piccoli cespugli.
Al termine della stradina
c'era una grande pineta,
così fitta di alberi che la luce
del sole, in estate, entrava a fatica.
In terra uno spesso strato di aghi,
di rami secchi e di pigne;
e proprio le pigne venivamo a prendere
dopo quello spericolata discesa,
per riporle nelle borse
e portarle a casa;
sceglievamo le più belle, le più grosse,
poi le mettevamo
sulla fiamma del camino,
aspettando che si aprissero
e togliere, una dopo l'altra,
con le dita nere di fumo
le gustose mandorle che avremmo
poi aperto per prendere i pinoli
e mangiarli subito, di corsa.
Non costavano nulla
ed era una piccola avventura.
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