Per molti anni, prima da giovane cronista, poi da cronista " maturo" ho accarezzato l'idea di scrivere la storia di alcune famiglie fanesi che hanno per tantissimi anni primeggiato nel pensiero comune locale.
Sin da ragazzino ho sentito nominare cognomi con molto rispetto e molta ammirazione, mista in molti casi anche a invidia per il ruolo che quelle persone occupavano a Fano.
Famiglie ricche, di peso,che muovevano pedine, soldi, imprese, fabbriche, proprietà terriere, abitavano in villoni, giardini, servitori, auto di lusso, viaggi, università, case sparse in tutta Italia. Lontane, molto, dal nostro vivere comune.
Le sentivo citare in continuazione, anche quando gli anni passavano ed io avevo il mio piccolo ruolo a Fano, come giornalista del Carlino. E certo erano cognomi che contavano e molto.
Per questo mi sarebbe piaciuto farne la storia, sapere come e quando avevano iniziato, quanta ricchezza avevano, come facevano i soldi, come se la cavavano, se era felici.
Azzardo qualche cognome per farmi capire, senza pretese di ricordarli tutti (c'era sempre l'articolo davanti) : i Solazzi, Gli Adanti, i Petrolati, i Montanari, i Longarini, i Rupoli, Guerrieri...
Famiglie forti perchè il danaro ha sempre fatto andare l'acqua anche verso l'alto, quindi erano presenti nelle banche, nelle Associazioni importanti, nelle ristrette cerchie dei facoltosi.
Purtroppo un progetto che non è mai andato a buon termine; avrei narrato di famiglia in famiglia, a distanza di qualche tempo ma è sempre rimasto nella mia testa e basta.
Prendo però atto di questo. Oggi, nel 2014 la storia e la società sono cambiate e di molto; ci saranno certamente gli eredi ma non con il peso e la presenza che avevano a Fano a quei tempi. Molti cognomi sono spariti, dispersi, andati magari lontano; figli, nipoti, cugini hanno cambiato anche attività, mestiere: medici, negozianti, produttori di generi alimentari ed altro.
E' il tempo che cambia e che ci cambia e la storia scompiglia e cancella.
venerdì 28 febbraio 2014
MARE DI MARE
Mare di mare
sento la tua voce
il vento che suona
strane melodie
e il gabbiano
che risponde
sfiorando
la cresta dell'onde.
L'aria è salsedine
lascia segni sulla pelle
è ora di riprendere
la strada
prima che faccia sera;
il gabbiano tornerà
sugli scogli
a parlare ancora
con il mare.
sento la tua voce
il vento che suona
strane melodie
e il gabbiano
che risponde
sfiorando
la cresta dell'onde.
L'aria è salsedine
lascia segni sulla pelle
è ora di riprendere
la strada
prima che faccia sera;
il gabbiano tornerà
sugli scogli
a parlare ancora
con il mare.
mercoledì 26 febbraio 2014
I PASSI DEL TEMPO
Struggente è il desiderio
di rifare la strada del tempo
andato e perduto per sempre.
Quando per mano si andava
a piccoli passi nei vicoli del paese
dove tutto sembrava grande
e gigantesco, persino il gatto
o il vaso di fiori posto
negli ingressi delle case.
E l'asilo, il giardino
pieno di alberi
che toccavano il cielo.
Le vecchie case,
il selciato sconnesso
gli anziani con il sigaro in bocca
le donne sempre di corsa
e la domenica mattina alla messa
in una chiesa immensa
il coro e l'organo che suonava
facendo sognare il paradiso.
Odori, profumi, sapori, voci
alberi fioriti, dolci fatti in casa,
la legna che brucia nel camino
il caldo e la stanchezza della sera,
ed infine il sonno sereno,
improvviso che faceva ripiegare
il capo sul tavolo,
con le braccia piegate
a fare da cuscino.
La mamma che ci portava a letto
e i grandi, finalmente soli,
che parlavano di cose
che noi non avremmo mai capito.
di rifare la strada del tempo
andato e perduto per sempre.
Quando per mano si andava
a piccoli passi nei vicoli del paese
dove tutto sembrava grande
e gigantesco, persino il gatto
o il vaso di fiori posto
negli ingressi delle case.
E l'asilo, il giardino
pieno di alberi
che toccavano il cielo.
Le vecchie case,
il selciato sconnesso
gli anziani con il sigaro in bocca
le donne sempre di corsa
e la domenica mattina alla messa
in una chiesa immensa
il coro e l'organo che suonava
facendo sognare il paradiso.
Odori, profumi, sapori, voci
alberi fioriti, dolci fatti in casa,
la legna che brucia nel camino
il caldo e la stanchezza della sera,
ed infine il sonno sereno,
improvviso che faceva ripiegare
il capo sul tavolo,
con le braccia piegate
a fare da cuscino.
La mamma che ci portava a letto
e i grandi, finalmente soli,
che parlavano di cose
che noi non avremmo mai capito.
martedì 25 febbraio 2014
DANNO I NUMERI
Non con me, che conto assai poco ma con altri che magari sono più ascoltati se la sono presi alcuni " operatori dell'informazione" perchè rei di scherzare troppo sulla sparata dei numeri riferiti alla presenze ai corsi mascherati.
Avendo la coda di paglia...ironizzano e rivoltano la frittata prendendo in giro coloro che fanno notare-da anni-queste ridicole discrepanze. Cinquantamila, settantamila, novantamila, ogni anno, immancabilmente si sparano numeri a casaccio, tanto...chi controlla !!!
Qualcuno ci ha riso e ci ride sopra-compreso il sottoscritto- e questo irrita ed indispone l'operatore che non la manda giù.
" Ci sarebbe ben altro a cui pensare !" qualcuno di loro ha detto, come se ridere su una informazione sbagliata non sia un diritto di tutti.
Io credo ci sia poco da offendersi e da fare gli sbruffoni; non sono io ( noi che ci ridiamo) a dovermi difendere e sentire in colpa ma tu, CARO OPERATORE DELL'INFORMAZIONE, che avresti il dovere di essere serio se vuoi che chi ti legge e chi ti ascolta ti consideri uno che fa bene il suo dovere, anche nelle sciocchezze come i numeri delle presenze ai corsi mascherati. Se vuoi essere credibile...
Se invece sparare numeri di conforta come sparare notizie che non stanno nè in cielo nè in terra...questi sono affari tuoi.
E poi: sottolineare numeri iperbolici senza un minimo di credibilità, caro operatore dell'informazione, a che cosa ti serve? Per far contenti i dirigenti della Carnevalesca? Va bene, poco male; io preferirei essere serio e credibile con i miei lettori e con i miei ascoltatori...ma questi sono punti di vista.
La foto è solo un banale esempio di ciò che sostengo ...
Avendo la coda di paglia...ironizzano e rivoltano la frittata prendendo in giro coloro che fanno notare-da anni-queste ridicole discrepanze. Cinquantamila, settantamila, novantamila, ogni anno, immancabilmente si sparano numeri a casaccio, tanto...chi controlla !!!
Qualcuno ci ha riso e ci ride sopra-compreso il sottoscritto- e questo irrita ed indispone l'operatore che non la manda giù.
" Ci sarebbe ben altro a cui pensare !" qualcuno di loro ha detto, come se ridere su una informazione sbagliata non sia un diritto di tutti.
Io credo ci sia poco da offendersi e da fare gli sbruffoni; non sono io ( noi che ci ridiamo) a dovermi difendere e sentire in colpa ma tu, CARO OPERATORE DELL'INFORMAZIONE, che avresti il dovere di essere serio se vuoi che chi ti legge e chi ti ascolta ti consideri uno che fa bene il suo dovere, anche nelle sciocchezze come i numeri delle presenze ai corsi mascherati. Se vuoi essere credibile...
Se invece sparare numeri di conforta come sparare notizie che non stanno nè in cielo nè in terra...questi sono affari tuoi.
E poi: sottolineare numeri iperbolici senza un minimo di credibilità, caro operatore dell'informazione, a che cosa ti serve? Per far contenti i dirigenti della Carnevalesca? Va bene, poco male; io preferirei essere serio e credibile con i miei lettori e con i miei ascoltatori...ma questi sono punti di vista.
La foto è solo un banale esempio di ciò che sostengo ...
lunedì 24 febbraio 2014
SERA D'INVERNO
Malinconia di una sera d'inverno
le strade deserte, la pioggia, il vento
le finestre chiuse, gli alberi senza foglie
la voglia di arrivare presto a casa
camminare a testa bassa
con lo sguardo in terra
per evitare pozzanghere e immondizie
illudersi, sfiorando i muri, di stare al coperto
e poi c'è sempre una grondaia rotta
che ti sommerge d'acqua in un attimo.
Le auto passano veloci,
qualche raro passante cerca
di difendersi dal diluvio
tenendo l'ombrello aperto
ma il vento lo rovescia e lo piega
facendo vela e spingendolo
in una folle corsa senza scampo.
Sono rimasti gli ultimi metri
e poi finalmente al riparo
tra le mura di casa e mentre assapori
la gioia dell'asciutto e del caldo
c'e' sempre l'ultima auto
che sfreccia veloce e ti affoga
mentre stai aprendo il portone.
(La foto è di Viviana Alessandrini)
le strade deserte, la pioggia, il vento
le finestre chiuse, gli alberi senza foglie
la voglia di arrivare presto a casa
camminare a testa bassa
con lo sguardo in terra
per evitare pozzanghere e immondizie
illudersi, sfiorando i muri, di stare al coperto
e poi c'è sempre una grondaia rotta
che ti sommerge d'acqua in un attimo.
Le auto passano veloci,
qualche raro passante cerca
di difendersi dal diluvio
tenendo l'ombrello aperto
ma il vento lo rovescia e lo piega
facendo vela e spingendolo
in una folle corsa senza scampo.
Sono rimasti gli ultimi metri
e poi finalmente al riparo
tra le mura di casa e mentre assapori
la gioia dell'asciutto e del caldo
c'e' sempre l'ultima auto
che sfreccia veloce e ti affoga
mentre stai aprendo il portone.
(La foto è di Viviana Alessandrini)
sabato 22 febbraio 2014
UOMINI PARLANTI
" Pronto? E' casa Ciuaua? Posso parlare con la signora?" " Ah,è fuori? Chi parla? il gatto siamese, bene. Potrebbe dire alla signora quando torna che...Come? Lei con la signora non ci parla, devo dirlo al cane. Bene allora mi passi il cane. Pronto? Sono il signor xxxx potrebbe dire alla signora quando torna che... Ah! non torna per due giorni perchè partecipa ad un corso di sopravvivenza per gatte in menopausa. Ma era stata lei a chiedermi l'appuntamento, non è che lei potrebbe rintracciarla con il cellulare? ...Voi non usate il cellulare perchè è una schifosa macchina da uomini!!! Ha ragione, è vero ma almeno lasciarle un biglietto scritto? Lei non scrive, parla solo, bene e allora? Benissimo!!! Mi passi pure la bertuccia che sa scrivere. Pronto? Signora bertuccia, potrebbe...niente signora? Va bene, bertuccia potrebbe scrivere questo messaggio ...non può perchè è in pausa pranzo...devo richiamare. Mi scusi, per curiosità signora bertuccia...si si niente signora! Bertuccia mi può dire cosa ha preparato per pranzo, che cosa mangia? Lei non prepara, mangia solo, ho capito, ha fatto tutto la signora Ciuaua, banane e piatti vegani, benissimo. La signora è pagata a ore, niente contributi, dorme nella cuccia che è in giardino, va anche a lezione per imparare a miagolare ed abbaiare. Ottimo!
Mi saluti tutti, richiamerò.
Mi saluti tutti, richiamerò.
venerdì 21 febbraio 2014
IL MARE SOTTO IL FICO
Una panchina
sotto una grande
pianta di fico;
visi bruciati dal sole
e dalla salsedine
che sanno di mare
di pesca, di vita dura;
parlano ancora
il vecchio dialetto
camminano
a gambe divaricate
come se fossero
sul ponte della barca
che dondola al vento.
Raccontano storie,
avventure di mare,
tempeste e burrasche,
reti e corde
a bruciare le mani
senza dormire
fino al lento ritorno
verso il porto,
a casa, dove le donne
aspettavano
con il cuore in gola
a trattenere il pianto
e ricominciare
ogni volta.
Sotto la pianta di fico
in attesa
di riprendere il mare,
per sempre.
sotto una grande
pianta di fico;
visi bruciati dal sole
e dalla salsedine
che sanno di mare
di pesca, di vita dura;
parlano ancora
il vecchio dialetto
camminano
a gambe divaricate
come se fossero
sul ponte della barca
che dondola al vento.
Raccontano storie,
avventure di mare,
tempeste e burrasche,
reti e corde
a bruciare le mani
senza dormire
fino al lento ritorno
verso il porto,
a casa, dove le donne
aspettavano
con il cuore in gola
a trattenere il pianto
e ricominciare
ogni volta.
Sotto la pianta di fico
in attesa
di riprendere il mare,
per sempre.
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