giovedì 24 febbraio 2011
INCAZZATI NERI
Mi permetto un seguito ai VULON perchè è proprio vero che non c'è mai fine al peggio e, in questo caso, al ridicolo. Non bastano i soliti noti a farci vergognare, ora ci si mette anche il rappresentante della lega, mister Zaffo, con una uscita che aggiunge buon peso... al peso. Egli ha proposto, con un intervento in Regione, in qualità di consigliere, che la nostra provincia non sia più solo PU( Pesaro-Urbino) ma diventi PUF , con l'aggiunta di Fano. PUF. Non basta la città dei pupi, la città del carnevale, la città del vattelappesca ma ora diventeremo anche la città dei Puffi. Chissà: dovremo vestirci di blu, mettere quel simpatico cappellino in testa, parlare come loro, ragionare come loro. Farci chiamare con i loro nomi? Immagino che il divertimento sarà assicurato, soprattutto per i bimbi, ma noi, dico, noi, quando finiremo invece di piangere?
mercoledì 23 febbraio 2011
I VULON
Non è mai raccomandabile tornare a parlare dello stesso argomento perchè si rischia di dire le stesse cose, esporre gli stessi concetti, ribadire "maronate" già riferite. Ma quando ce vo'... ce vo'!!! Torno dunque sul Carnevale, sulla "città del carnevale", sulle sbrodolate autoreferenziate dei dirigenti, degli amministratori, della corte dei miracoli. I VULON.
Anni fa ce n'era uno solo, e non per niente dai fanesi era detto il pupo in modo assai benevolo e simpatico.Veniva portato a spasso per tutto il giorno, esposto alle risate ed agli scherzi del pubblico, fatto bersaglio di qualche caramella ma assai più spesso di sassi e di confetti di gesso e poi a sera, con un atto liberatorio, veniva bruciato tra gli applausi. Che bellezza!!! Bruciato e via. Oggi non è più così. Intanto perchè i Vulon sono tanti, troppi sino alla nausea, e poi vanno, vengono, parlano, straparlano, si lodano da soli, si fanno i complimenti a vicenda, si leccano da capo a piedi, si gonfiano il petto sino a scoppiare e purtroppo sono anche tutti uomini. Parlano di miracoli, di successo strepitoso, di iniziative mirabolanti. Il sindaco, ufficialmente, presenzia alla inaugurazione(???) della pista ( pistarina viste le misure) di ghiaccio. Si loda, si broda e sbroda gli altri. Successo? sino ad oggi ZERO. L'assessore al turismo non è da meno. Parla di novità assoluta e di idea stratosferica il fatto di aver spostato PER NECESSITA' il mercato del sabato da piazza XX settembre a viale Gramsci. "I cittadini saranno lieti e felici di questo" dice l'imberbe amministratore comunale sorridendo a 40 denti. Contenti di che? sarei tentato di dire se lo avessi davanti. Non si sa, chi se ne frega, basta parlare. " E' tanto tempo - aggiunge ancora l'assessore commosso -che aspetto questo momento per proclamare Fano la città del carnevale e finalmente è arrivato". Evviva!!! e batte le mani. Ma Fano è la città del carnevale da sempre o, comunque,da molti anni e non sempre è riferito alla festa omonima. Poi arriva il pomeriggio tanto atteso. Sfilate, getto ,musica: pubblico, tanto. Quarantamila, sessantamila, ottantamila, non importa se si dicono cazzate stratosferiche tanto...chi li conta! C'è anche la TV locale. Fa la sua parte, poveretta, deve accontentare tutti, ma soprattutto i VULON. E questi non si fanno mancare nulla. Prima fila, palchi, palchetti d'onore, getto abbondante, sono uno dietro l'altro davanti la telecamera. Le domande sono sempre le stesse da secoli e le risposte...pure. E giù cascate di ovvietà. La telecamera passa con ossessione dai primi piani del Vulon ai primi piani dei carri e così ad un certo punto, nello schermo, non si distinguono più i pupi in cartapesta da quelli in carne e ossa. Che peccato. Quando finirà questa bella fiera delle vanità? C'è tempo, purtroppo c'è tempo. Tornassero almeno le tradizioni antiche. E bruciamo il Vulon in piazza, mannaggia.
Anni fa ce n'era uno solo, e non per niente dai fanesi era detto il pupo in modo assai benevolo e simpatico.Veniva portato a spasso per tutto il giorno, esposto alle risate ed agli scherzi del pubblico, fatto bersaglio di qualche caramella ma assai più spesso di sassi e di confetti di gesso e poi a sera, con un atto liberatorio, veniva bruciato tra gli applausi. Che bellezza!!! Bruciato e via. Oggi non è più così. Intanto perchè i Vulon sono tanti, troppi sino alla nausea, e poi vanno, vengono, parlano, straparlano, si lodano da soli, si fanno i complimenti a vicenda, si leccano da capo a piedi, si gonfiano il petto sino a scoppiare e purtroppo sono anche tutti uomini. Parlano di miracoli, di successo strepitoso, di iniziative mirabolanti. Il sindaco, ufficialmente, presenzia alla inaugurazione(???) della pista ( pistarina viste le misure) di ghiaccio. Si loda, si broda e sbroda gli altri. Successo? sino ad oggi ZERO. L'assessore al turismo non è da meno. Parla di novità assoluta e di idea stratosferica il fatto di aver spostato PER NECESSITA' il mercato del sabato da piazza XX settembre a viale Gramsci. "I cittadini saranno lieti e felici di questo" dice l'imberbe amministratore comunale sorridendo a 40 denti. Contenti di che? sarei tentato di dire se lo avessi davanti. Non si sa, chi se ne frega, basta parlare. " E' tanto tempo - aggiunge ancora l'assessore commosso -che aspetto questo momento per proclamare Fano la città del carnevale e finalmente è arrivato". Evviva!!! e batte le mani. Ma Fano è la città del carnevale da sempre o, comunque,da molti anni e non sempre è riferito alla festa omonima. Poi arriva il pomeriggio tanto atteso. Sfilate, getto ,musica: pubblico, tanto. Quarantamila, sessantamila, ottantamila, non importa se si dicono cazzate stratosferiche tanto...chi li conta! C'è anche la TV locale. Fa la sua parte, poveretta, deve accontentare tutti, ma soprattutto i VULON. E questi non si fanno mancare nulla. Prima fila, palchi, palchetti d'onore, getto abbondante, sono uno dietro l'altro davanti la telecamera. Le domande sono sempre le stesse da secoli e le risposte...pure. E giù cascate di ovvietà. La telecamera passa con ossessione dai primi piani del Vulon ai primi piani dei carri e così ad un certo punto, nello schermo, non si distinguono più i pupi in cartapesta da quelli in carne e ossa. Che peccato. Quando finirà questa bella fiera delle vanità? C'è tempo, purtroppo c'è tempo. Tornassero almeno le tradizioni antiche. E bruciamo il Vulon in piazza, mannaggia.
martedì 22 febbraio 2011
CIAO
Armando si era reso conto di essere rimasto solo all'improvviso,senza nessun legame apparente con i pensieri che aveva in testa. Solo, mentre stava camminando lentamente nelle strade del quartiere, per passare il tempo e respirare un pò d'aria. Solo, aveva ripetuto tra sè e sè, sentendo una stretta al cuore, nessuno più intorno a lui, nessuno più vicino a lui, in caso di bisogno. L'ultimo legame affettivo si era chiuso qualche settimana prima con la morte improvvisa di una lontana parente sulla quale aveva potuto sempre contare. Ora avrebbe dovuto cavarsela da solo, contando sulle sue forze e basta. Gli era venuto quasi da sorridere, ma amaro, a quella idea; contare sulle sue forze era come prendersi in giro. Da tempo Armando non aveva più interessi, non coltivava amicizie, si era fatto pigro e svogliato, accorciando le passeggiate verso il mare- che una volta gli piacevano tanto- riducendo le sue uscite da casa solo per lo stretto necessario. Ed anche dentro le mura amiche impigriva davanti il televisore, dimenticando letture ed altri passatempi che invece gli avevano riempito la vita. Unico momento di distensione gli era rimasto sorbire il caffè, con molta calma, in un bar del centro, dove si recava puntualmente tutte le mattine, senza sgarrare, senza perdere una battuta. Un buon caffè, inverno o estate che fosse, bollente, sorso dopo sorso come aveva imparato tanti anni prima dal padre, che era un gran bongustaio.Un sorso e pausa, un sorso e pausa. Poi pagava e se andava, chiudendo quella breve parentesi, riprendendo la sua malinconia ed il suo passo lento verso casa. Era stata una mattina di tardo autunno che per Armando erano cambiate le cose, in meglio. Il bar dove era solito andare, per abitudine, aveva chiuso per ferie ed egli era stato costretto a cercare una alternativa e dopo aver girovagato per lungo tempo,l'aveva trovata in un caffè poco distante dal centro. Accogliente senza essere di lusso, pulito, non troppo rumoroso, gente spesso di passaggio e pochi tavoli. Proviamo, si era detto ed era entrato. Dietro il bancone stavano due ragazze, sui trent'anni o poco meno; una biondina slavata ed insignificante con il sorriso sempre sulle labbra anche quando non ce n'era motivo e l'altra con i capelli nerissimi, corpo minuto, carnagione chiara ed al contrario dell'altra, poco propensa al sorriso. Ma ciò che di lei aveva profondamente colpito Armando erano stati gli occhi. Grandi, luminosi, di un azzurro cupo simile a quello di un cielo in tempesta. Bellissimi. Era stato così che egli era tornato in quel caffè anche nei giorni seguenti, puntuale. E non poteva fare a meno di guardarla negli occhi, con discrezione quando ne aveva occasione. E cercava sempre lei per ordinare il caffè. Poi un giorno, senza volerlo, mentre lei gli poneva la tazzina di fronte, Armando le aveva sfiorato leggermente la mano. Un attimo. Si era sentito in colpa e per la prima volta aveva bevuto il caffè in fretta e se ne era andato. Nel giorno seguente era stato indeciso se tornarè lì o cambiare poi era tornato. Aveva ordinato il caffè e atteso, convinto che a servirlo, questa volta, sarebbe stata la biondina. Invece a porgergli la tazzina era stata ancora lei. E questa volta Armando, con un coraggio che non credeva di avere, le aveva sfiorato la mano intenzionalmente, lentamente.Lei non si era sottratta nè aveva evitato il contatto. E così andava avanti da giorni e quando lui, per qualche motivo, non faceva quella carezza era lei ad aspettare con la tazzina in mano che lui si decidesse. Sembra poco ma tanto era bastato perchè Armando ritrovasse il sorriso ed ogni volta che usciva da quel caffè fischiettava allegro. E adesso si dicono anche ciao ogni volta che si vedono.
lunedì 21 febbraio 2011
CARNEVALE A GO GO
Carnevale benedetto, carnevale maledetto, carnevale da buttare, non si sa più che cosa pensare.I laudatores parlano sempre in " issimo": bellissimo, divertentissimo, nuovissimo, affollatissimo, seguitissimo,ecc. Idee nuove, dicono gli interessati, abbiamo spremuto i cervelli come limoni( poco succo?), ne abbiamo inventate di tutti i colori e di tutti i sapori e giù lodi, soprattutto a se stessi, naturalmente. Pista di ghiaccio( di fronte al Politeama)- che è stata l'idea più balzana e fuori posto che si sia mai adottata a Fano sin dai tempi dei romani-; paladivertimenti in Sassonia- una struttura di plastica come quelle delle feste paesane-; lotteria di carnevale con premi originalissimi e cioè: auto, scooter, bicicletta elettrica, bici,... insomma tale e quale alla sagra dei garagoi! Poi il boom: ci sono quattro carri nuovi!!! Quattro carri nuovi... un sogno, una chimera, una cosa dell'altro mondo. E gli anni scorsi? e le edizioni passate? Evidentemente un bluff. Da non credere: al carnevale di Fano ci sono i carri allegorici, i colossi in cartapesta: che novità. Ma... ci sono sempre stati, e grandi e belli e geniali e colorati e gustosi ed originali; sempre per decenni. E allora? Basta solo riempirsi la bocca di immenso. Novità! Forse la vera novità è stato il dj Francesco. E giù consentiteci mille fragorose risate. DJ Francesco. Almeno DJ Francesco ce lo potevano risparmiare. Fa il passo- devo dire per obiettività- con altrettante baggianate che sono state rifilate negli anni passati con la Marini (5 secondi di presenza) ed un certo avvocato Marazzita, allora molto in voga ed illustre sconosciuto ai più, naturalmente pagati salatissimi.Le comiche finali poi arrivano con i conteggi fatti da cronisti benevoli e da dirigenti interessati sulle presenze numeriche del pubblico. Talmente inventate e sballate ( penso, per il freddo, a qualche bicchierino di grappa bevuto in più) che discordano tra loro non per qualche decina o per qualche centinaia ma addirittura per migliaia. Quarantamila presenze, sessantamila, ottantamila, ognuno spara la sua cazzata senza ritegno, senza vergogna tanto...La città del carnevale- Fano- sopporta rassegnata, indifferente, apatica, accetta come accetta qualsiasi altra baggianata, qualsiasi altra trombonata, ingoia e manda giù tutto. Oramai non ci si ribella più a nulla, si accetta purchè siano gli altri a proporre. Ed il brutto è che purtroppo c'è sempre qualche fesso che propone, che ha da offrire. Offrire che cosa? Non importa, basta che offre.
giovedì 3 febbraio 2011
PARLA COME MANGI !!!
Popolo fanese: SURSUM CORDA! (che non vuol dire- come potrebbe pensare qualche politico -comperare la corda a sorsi invece che a metri) in alto i cuori, finalmente anche noi abbiamo IL(la) BRAND. Ce lo ha annunciato nei giorni scorsi , dal balcone, un assessore con il controfiocco: popolo di terra, di mare, delle campagne, del centro storico, dopo sudori, fatiche, umiliazioni, l'Europa ha dovuto cedere alle pressioni di Fano ed ora ...abbiamo IL BRAND ( ed il coro che faceva: ceghecegheceghece come nella canzonetta di Rita Pavone). Tutto il TERRITORIO ( non si dice più Comune) potrà gioire. Me cojoni!!! ASSOLUTAMENTE SI! potranno far festa a S.Orso, a Metaurilia,a Gimarra, a Fenile, ovunque. E' chiaro che, però, bisognerà trovare una LOCATION adatta, una LOCATION all'altezza della SITUATION. I festeggiamenti partiranno LIGHT, all'inizio ( come la zona rossa dell'inquinamento atmosferico) per poi scatenarsi come DEVIL sino alla END della settimana. E dopo la prima SPERIMENTATION, il BRAND diventerà definitivo, ASSOLUTAMENTE SI!.
Parla un matto? No, così parlano i giovani assessori comunali.E il BRAND? E' forse un alcolico senza la Y finale? Boh, forse non lo sanno nemmeno loro.
E allora io sarei dell'opinione di consigliare i nostri BOYS ad andarsi a togliere qualche SATISFACTION dietro le mura con una ESCORT dai facili costumi e rompere meno le BALL a noi poveri fanesi. OK?
Parla un matto? No, così parlano i giovani assessori comunali.E il BRAND? E' forse un alcolico senza la Y finale? Boh, forse non lo sanno nemmeno loro.
E allora io sarei dell'opinione di consigliare i nostri BOYS ad andarsi a togliere qualche SATISFACTION dietro le mura con una ESCORT dai facili costumi e rompere meno le BALL a noi poveri fanesi. OK?
giovedì 27 gennaio 2011
SIAMO I PUPI DI CARNEVALE D.O.C.
Noi fanesi lo sapevamo già da tempo ma ce lo siamo sempre tenuti nel cuore, un pò per timidezza e un pò per riservatezza ma ora la cosa è ufficiale e possiamo gridare di gioia: con documenti firmati e bollati ( accettati anche dall'ONU) Fano è stata riconosciuta CITTA' DEL CARNEVALE e di conseguenza tutti noi fanesi PUPI DI CARNEVALE DOC! Beh, è una bella soddisfazione. Ma non crediate che sia stato facile, tutt'altro! Una commissione di esperti provenienti da carnevali internazionali ha girato nella nostra città in lungo ed in largo, per mesi e mesi, prima di emettere la sentenza. Poi... si sono dovuti arrendere all'evidenza. E ti credo. Sentite. Una città che ha vocazione marinara da sempre, oltre 6 secoli, ha un porto dove le barche non riescono ad entrare e ad uscire perchè si arenano all'imboccatura. E qui i marinai hanno imparato a scendere da bordo, portarsi le cose in spalla ed arrivare alla banchina camminando tranquillamente sulla sabbia fangosa. Anzi, ora hanno chiesto anche loro le strisce pedonali! E ancora sempre nella vocazione marinara. Fano è l'unico centro del mondo dove i natanti non vengono realizzati in riva al mare ma... in collina , cioè a cinque chilometri nell'interno. Abbiamo inventato le barche di montagna! E per farle venire al mare dobbiamo spendere milioni per realizzare una strada. L'unico dato positivo è che dai cantieri danno loro una bella spinta e lo scafo viene giù di corsa a 80 all'ora e sbarca direttamente in acqua con pochissimi danni ( qualche palo della luce, alberi e cartelli stradali, niente di che...). Fano a vocazione turistica, altra leggenda locale. Guardate le spiagge, guardate le attrezzature, guardate le organizzazioni. Il mare è arrivato oramai sotto la ferrovia e con qualche fermata in più dei treni, i turisti possono gettarsi in mare direttamente dai finestrini già in costume da bagno, ciambella e maschera. A Sassonia sud: le onde arrivano sin dentro l'ex pista di go kart dove presto si potranno organizzare gare di nuoto e di serf. La commissione dei giudici ha girato anche in centro naturalmente. E qui forse ha raccolto le prove più tangibili. I marciapiedi sono diventati piste ciclabili dove passa di tutto e il pedone deve camminare sulla nazionale: le piste ciclabili portano invece ... nel nulla, finiscono improvvisamente contro un palo, un muro, una rotatoria. Nell'isola pedonale sfrecciano furgoni, auto, motorini, bici elettriche, senza distinzione. Esistono più di 2000 permessi per invalidi, come in una immensa clinica medica. Qualcuno risale addirittura alla prima guerra mondiale. E sempre su questo tema. Qualche giorno fa l'imberbe e giovane assessore responsabile del settore ci ha fatto sapere che si è recato ad Ancona per chiedere alle autorità di concedere permessi in deroga agli artigiani per far girare in centro anche i vecchi mezzi a diesel, i cosi detti CA-GA( Camere a Gas); purtroppo (!!!) gli hanno risposto di no e lui era tanto tanto, tanto dispiaciuto. Chiedetelo alle mamme che portano a spasso i bimbi piccoli...
Finiamo con le strade. A Fano non ci sono le strade con le buche ma...le buche con un pò di strada intorno, tanto per gradire. Contorte, strette, impossibili da percorrere, una scommessa. E la circonvallazione? Ma...boh, forse, è probabile. E la piscina nuova? Ma... boh, forse, è probabile. La commissione giudicante ha dato a Fano pieni voti: è veramente la città del carnevale, ci conoscevano in pochi ora lo sa l'Italia intera. E noi fanesi, naturalmente: tutti pupi di carnevale D.O.C: ti pare niente?
Finiamo con le strade. A Fano non ci sono le strade con le buche ma...le buche con un pò di strada intorno, tanto per gradire. Contorte, strette, impossibili da percorrere, una scommessa. E la circonvallazione? Ma...boh, forse, è probabile. E la piscina nuova? Ma... boh, forse, è probabile. La commissione giudicante ha dato a Fano pieni voti: è veramente la città del carnevale, ci conoscevano in pochi ora lo sa l'Italia intera. E noi fanesi, naturalmente: tutti pupi di carnevale D.O.C: ti pare niente?
domenica 16 gennaio 2011
SONO UN EMARGINATO: NON HO IL CANE
Mi sento un isolato, un emarginato, uno fuori da mondo, dalla realtà: NON HO IL CANE. Purtroppo, per mia disgrazia e per mia scelta non il quattro zampe a disposizione, non ho modo di esibirlo, di mostrarlo al mondo, agli amici, alle amiche, di parlarci a tu per tu, di coccolarlo, di passeggiarci per il corso e nei luoghi di maggior traffico umano. NON HO UN CANE. E al giorno d'oggi, lasciatemelo dire, è come avere la rogna, la lebbra, meglio il suicidio. La popolazione canina, nel giro di pochissimi anni, anzi! mesi, si è moltiplicata, centuplicata, rasenta la presenza umana. Figli uno, come sempre, ma cani anche due, tre, del tutto personali, poi ci sono quelli dei figli, dei nipoti, degli zii e via per tutta la filiera di parentela. Non esiste, oggi, esserne privi. Sei guardato con commiserazione, con disprezzo, con sufficienza; quando due si incontrano non si chiedono" come stai?" che non conta nulla ma:" come sta Pillo? come sta Fuffina?" E via dialoghi per ore sulla qualità dei bocconcini, delle vitamine, della bravura del veterinario, delle spazzole per il pelo, dei bagnetti con i sali minerali e la messa in piega del pelo dall'esperto parrucchiere di turno. Si badi bene, però, in massima parte non si adottano poveri cagnolini abbandonati o bastardini sfigati ma si acquistano cani con il petigree altisonante, di razze purissime ed esclusive, di grande figura esteriore e di maggior presenza fisica, tale da impressionare i cretini della concorrenza: il vicino di casa che ha quello con gli occhi azzurri ed il pelo dorato, il cognato che ha il levriere, l'altro che sfoggia il lupo, quello vero e via di questo passo, tutti pagati a peso d'oro, naturalmente. E il quattro zampe è al centro di ogni dialogo, di ogni incontro, di ogni discussione. Se ne parla in prima persona, come se fosse un umano, si magnificano le virtù e la bellezza, i passatempi, l'intelligenza, " abbaia come se parlasse" dicono le giovani signore fighette che passeggiano per il corso tenendo al guizaglio il loro capolavoro. E poichè il cane si è oramai umanizzato anche tutto il resto ne tiene conto. E quindi vestono i quattro zampe con sciarpe, scarpette ai piedi, impermeabili, cappelli, ciondoli vari, forse anche il cellulare, catenelle , fiocchetti colorati nella coda. Animale da compagnia? Forse una volta, secoli fa o forse per qualche vecchio pensionato o pensionata che non hanno oramai più nessuno con cui parlare ma per il resto sono diventati solo un trofeo da esibire per mostrare la propria appartenenza sociale: come il fuori strada, il vestito figo, le scarpe di moda, l'abbronzatura fuori stagione, la crociera a Natale e la montagna a febbraio. Ed in tutta questa stupidità chi ci guadagna? Naturalmente chi vende... prodotti per i cani. Destinati alla fame sino a qualche anno fa i negozi specializzati ora fanno milioni. Vendono di tutto e di più, costi quel che costi. Recentemente ho visto la pubblicità di una famosissima ditta di " bocconcini" che non solo parla di "carni scelte,pesce allevato in vasca, vitamine, ecc." ma l'ultima novità è "il cibo per i cani sterilizzati" cioè quelli resi infertili, maschi o femmine che siano. Perchè, dice la pubblicità, questi hanno bisogno di un cibo particolare, mirato, ricco di... privo di..., bilanciato per.... Ma ci rendiamo conto? E il fesso compera, paga, non si pone domande, non si guarda intorno. Basta apparire!!!
Dialogo di questa mattina, nei pressi del caffè centrale. Una signora ha al guinzaglio un cane lupo grosso come un vitello, ammirato naturalmente da tutte le amiche e lei racconta " eravamo a ( cita una località dell'entroterra) per il pranzo. Lui ( il cane) ha fatto amicizia con un altro lupo ( aggiunge:" di razza" tanto per essere chiari) ed hanno giocato sempre insieme. Pensate, senza mai litigare!!! Ad una certa ora dovevamo andare via ma... come fai, si divertiva tanto che siamo rimasti anche a cena". Qualche giorno fa, lungo viale Ruggeri in Sassonia. Una piacente, giovane elegante signora in tuta d'alta classe cammina ai margini della strada mentre nel bel mezzo della carreggiata procede con passo annoiato un cane Hasky dagli occhi azzurri; non si sposta e le auto procedono lentamente,aumentano di numero, qualcuno dal finestrino abbassato invita la signora a richiamarlo e lasciare il passo. La fighetta, con fare scocciato risponde:" non ci posso far niente, non ho il guinzaglio". E cosi abbiamo( perchè naturalmente c'ero anch'io in macchina) dovuto aspettare che il cane dopo molta strada fatta insieme, si decidesse a spostarsi. Cosi va il mondo.
Dialogo di questa mattina, nei pressi del caffè centrale. Una signora ha al guinzaglio un cane lupo grosso come un vitello, ammirato naturalmente da tutte le amiche e lei racconta " eravamo a ( cita una località dell'entroterra) per il pranzo. Lui ( il cane) ha fatto amicizia con un altro lupo ( aggiunge:" di razza" tanto per essere chiari) ed hanno giocato sempre insieme. Pensate, senza mai litigare!!! Ad una certa ora dovevamo andare via ma... come fai, si divertiva tanto che siamo rimasti anche a cena". Qualche giorno fa, lungo viale Ruggeri in Sassonia. Una piacente, giovane elegante signora in tuta d'alta classe cammina ai margini della strada mentre nel bel mezzo della carreggiata procede con passo annoiato un cane Hasky dagli occhi azzurri; non si sposta e le auto procedono lentamente,aumentano di numero, qualcuno dal finestrino abbassato invita la signora a richiamarlo e lasciare il passo. La fighetta, con fare scocciato risponde:" non ci posso far niente, non ho il guinzaglio". E cosi abbiamo( perchè naturalmente c'ero anch'io in macchina) dovuto aspettare che il cane dopo molta strada fatta insieme, si decidesse a spostarsi. Cosi va il mondo.
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