venerdì 12 aprile 2013

LA PRIMA ROSA

Nella pianta di rose
tra le piccole foglie
 verdi e rossastre
è spuntato un piccolo bocciolo
segno di una primavera 
che è alle porte.
Ne spunteranno altri
ed altri ancora
ma il primo bocciolo
è il primo, unico,
solo, per farsi notare
per farsi apprezzare
prima che la pianta
ne generi altri
e  lo confonda
diventando uno dei tanti.




giovedì 11 aprile 2013

LA PISTA DI PATTINAGGIO

Una bella foto anni '50 apparsa sul sito La vecchia Fano, mi ha riportato alla mente la pista di pattinaggio del Lido, verso il porto, quando era non solo meta di passatempo di grandi e piccini muniti tutti e rigorosamente di pattini a rotelle ma anche di sportivi  e campioni ( Chiari, Rovinelli, Frulla e tanti altri) che in determinati orari aveva in esclusiva l'uso dell'impianto per allenarsi.E non solo, facevano qualche esibizione anche squadre di hokey  che si sfidavano per dare spettacolo e per attirare gente.
Parlo di anni più tardi, rispetto al '50 ( '60,'70); al lido d'estate c'era tanta gente, passeggiata stracolma di turisti e fanesi che facevano su e giù con il gelato in mano, consumato piano piano e si faceva la fila per occupare una riposante panchina, eternamente occupate.
La pista svolgeva un suo ruolo. Non solo, ripeto, di sport e di svago; ha ospitato spettacoli teatrali, serate musicali con complessi famosi e non, e mi sembra di ricordare anche qualche sfilata di mode.
C'erano di fianco alla pista due o tre capanni in legno dove stava il custode, dove erano conservati pattini e attrezzature da dare a noleggio, dove si facevano i biglietti quando si pagava e spesso-in queste occasioni- tutt'intorno venivano sistemate tribune fatte con i tubi innocenti.
Ne ricordo tantissime alle quali ho partecipato con le amiche e gli amici; ci si ritrovava vicino la pizzeria( poco distante) che all'esterno aveva un juke box; si metteva su qualche disco in attesa che arrivassero tutti poi si andava in giro o si stava al bar di Angelo a gustare gelato o altre dolcezze dal costo non troppo elevato. 
Se in pista c'erano spettacoli  o altri passatempi, si andava ad assistere quasi sempre sino alla fine, per tirarla alle lunghe mentre via via che le ore passavano il Lido si spopolava prima di tutto dei fanesi che andavano a dormire perchè  poi il giorno dopo si sarebbe lavorato come sempre  e di seguito dei villeggianti che o andavano nei locali da ballo o andavano in giro in macchine verso Senigallia o Riccione-Rimini  o andavano alla pensione o in albergo per riposare ( famiglie tranquille di perugini e dintorni con figli giovani e da tenere lontani dal peccato).
La pista: c'è ancora, la intravedo ogni tanto mentre sono al mare; non so che funzione abbia oggi, forse non si pattina neanche più. Non ho idea; ricordo solo che in quegli anni aveva ben altra vita e ben altro uso. Ma sono tempi lontani.


mercoledì 10 aprile 2013

MITICO !!!

mitico!!!
Noto, senza particolari motivi, che viene usato sempre più spesso nelle nostre pagine FB, il termine " mitico" all'indirizzo sia di persone-soprattutto dei tempi passati- sia di luoghi, di locali, di bar, di ristoranti della nostra città.
Mitico!!!. 
Viene citato o messa una foto di pinco pallino? Subito sotto appare il commento di qualcuno dove-si può star certi- verrà anche aggiunto l'aggettivo " mitico". Perchè? Non ho idea pur conoscendo esattamente cosa vuol dire quel termine.
Mitico per chi? E perchè? 
Il parroco x y? Mitico don....; il professore ZT? il mitico prof...
il dottore HU? Il mitico dott...
E ancora: il mitico dancing Florida; il mitico caffè Lido, la mitica sala da ballo " Due Leoni", il mitico Albergo Garibaldi, il mitico Caffè Centrale.
E ancora; personaggi noti della Fano di allora che ciondolavano notte e giorno nei bar del centro: il mitico....; il mitico...;insomma tutti mitici.
Allora: se per mitico intendiamo che era conosciuto, che era magari apprezzato, che era un esempio o un emblema di qualcosa ( ma forse anche in negativo), mi sembra esagerato usare un termine del genere perchè sennò di quelli che sono veramente molto al di sopra di questi, come li dovremmo definire?
E' vero che un " mitico" oggi giorno non si nega a nessuno,
tanto non costa nulla ma oramai è un aggettivo talmente inflazionato che credo sia diventato quasi un'offesa.
Perchè di persone o di luoghi definiti mitici ai nostri giorni, abbiamo ricordi anche noi ( se c'eravamo) e so per certo che sia gli uni che gli altri, molto spesso, non erano " mitici" per niente, tutt'altro!


sabato 6 aprile 2013

MI DICESTI...

Mi dicesti" son da te"
su per giù verso le tre
alle cinque ormai passate
le speranze sono andate
ti ho chiamata al cellulare
per saper cosa pensare.
hai risposto:
"ciao Alessandro come va?"
Alessandro? Ma va là!
Sono Alfredo, non ricordi?
Ti ho prestato molti soldi
ti ho pagato pranzi e cene
m'hai succhiato anche le vene!
"oh Gianfranco scusa tanto
se sapessi quanto ho pianto!
Ti ho cercato in ogni dove
te lo giuro! c'ho le prove
e non ti ho trovato in vello
guarda! è stato un gran macello".
Si..ho capito.. guarda che...
me ne frego dei perchè...
" Oh Giuseppe amore mio
stai tranquillo, vengo io
voglio sempre e solo te
sarò lì... verso le tre".
Ma alle cinque ormai passate
le speranze son franate...
Ed i soldi che ti ho dato?
Ho capito! M'hai inzeppato.







giovedì 4 aprile 2013

FLASH !!!

Stava attraversando l'incrocio con i semafori, passò veloce ma con la coda dell'occhio fece in tempo a vedere nell'angolo della strada una figurina femminile, di spalle, molto piacevole e gustosa, vestita con maglietta e pantaloni strettissimi, capelli lunghi biondo oro. Un'apparizione!
Girò veloce-nella direzione del tutto contraria- e non ci pensò più fino a che, giunto a destinazione, non scese dalla macchina e si incamminò verso il centro città.
C'era gente in giro e lì per lì non fece caso che a poche decine di metri davanti a lui camminava, voltandogli ancora una volta le spalle, la gustosa figuretta femminile che aveva notato poco prima all'incrocio.
Poi...riconobbe subito sia l'immagine sia il vestire e con curiosità, procedendo a giusta distanza, si mise a guardare con attenzione quella figura che era veramente degna di nota.
Alta il giusto ( ma oggi con i tacchi a  metri si può anche ingannare), vita stretta, fianchi decisamente deliziosi, gambe lunghe, portamento eretto e signorile, capelli color del sole sciolti sulle spalle . Camminava lenta muovendo leggermente  i fianchi con un ondeggiare da indossatrice.
Caspita! aveva detto fra sè, merita tutta l'attenzione possibile e seguitò a starle dietro mentre lei ogni tanto faceva brevi soste di fronte alle ricche vetrine dei negozi del centro. Anche lui rallentava perchè desiderava prolungare quella visione prima di accelerare il passo e sorpassarla per vedere anche la parte che ancora non aveva visto e cioè di fronte.
Era veramente una figuretta femminile molto interessante. Ma oramai erano giunti quasi alla fine della strada e lui aveva deciso di andare più veloce e  poi guardarle anche il viso ed il resto. Se davanti fosse stata come di dietro-pensò- valeva la pena di inseguirla per tutta la città.
Avanti coi carri!!! Raggiungerla e sorpassarla fu un attimo; la superò di qualche metro, tanto per non fare il fanatico e poi si girò. 
Non svenne perchè non era nella sua natura ma per qualche decimo di secondo si sentì mancare.
La "figuretta" aveva certamente una età che superava di gran lunga i 70 anni!!! Viso magro, rugoso, truccato con colori accesi e molto marcati, collo da vecchia gallina da brodo, naso abbastanza pronunciato che riusciva appena a tenere a distanza due occhietti piccoli e indefiniti.
Rimase fermo, annichilito, aspettando che lei lo superasse e poi...dietrofront! e via di corsa al bar per prendere qualche cosa di forte.
Ma, la "pupetta"cosa aveva messo sotto i pantaloni per apparire da dietro...quel che non era? Gommapiuma? Plastica? Palloncini gonfiabili?
Che fregata!!!
Così impari, disse fra sè e sè e salutò con grande trasporto la simpatica e piacevole barista che gli stava di fronte. Meglio, sempre meglio il certo che l'incerto...

martedì 2 aprile 2013

LA STRADA

La strada bianca, deserta
ai margini piccoli cespugli di fiori
pochi alberi senza foglie
il sole che infuoca l'aria
e non c'è ombra per ripararsi
un piccolo cane, a coda bassa,
quasi senza pelo procede lento
annusando tracce invisibili
neanche i passeri
hanno la forza di volare,
neanche le rondini;
in terra piccole formiche nere
procedono veloci 
una dietro l'altra
cercando il nido
spariscono dietro un muro
che ha mille crepe
 come ragnatele.
Un vecchio curvo e malconcio
dall'età indefinibile
spinge uno sgangherato
carretto di legno 
sul quale non c'è nulla.
Il vecchio procede a testa bassa
il viso nascosto
sparisce tra le spalle
nello sforzo di muovere
il carretto.
Non si odono suoni, rumori
come se il volume della scena
fosse stato abbassato del tutto,
eppure c'è vita in quella 
strada bianca.
Il cane, il vecchio, il carretto
procedono verso l'infinito
di quella linea polverosa
il sole acceca e toglie il respiro
poi, improvviso, un colpo di vento;
si sollevano nuvole di polvere
e quando il velo si alza
nella strada non c'è più nulla.



PASSA CHE TI MANGIA!

Noi italiani abbiamo tutti questa buona abitudine: mangia che ti passa; cascasse il mondo...alla mangiata non si rinuncia, ovunque e comunque. Ristoranti, locali tipici, adesso agriturismo, i falsi casali di campagna con le galline ruspanti che vengono dalla Cina, le salsicce e le bistecche di maiali  allevati in casa con le ghiande e la brodaglia di famiglia ma provenienti dalla Romania, le erbe ed insalate dell'orto dietro casa che vengono dalla Spagna: facciamo tutti finta di crederci e mandiamo giù. E non vi dico del vino e di altre cose che una volta erano l'orgoglio d'Italia e che oggi arrivano chissà da dove.
Poi, per buon peso, alle cattive abitudini aggiungiamo abitudini ancora più cattive; adesso va di moda "stuzzicare" in ogni dove; anche dal tabaccaio trovi il piattino con le caramelle e le cioccolatine, anche in libreria, anche dal barbiere e dalla parrucchiera. E poi...l'esplosione dell'Happy hours!!! E non solo. 
Al bar chiedi un thè? Insieme alla bevanda ti portano gli stuzzichini; ma chi li ha chiesti? Nessuno, li mettono solo per aumentare il prezzo.
Una volta si faceva l'aperitivo e poi si andava a mangiare; adesso ti rovinano il pranzo e la cena contemporaneamente:aperitivo e vassoi di cibarie. Non c'è tempo da perdere!!!Ed i banconi del bar in tutte le ore sono strapieni di vassoi stracolmi di ogni ben di Dio: dalle scagliette di parmigiano alle carotine fritte e patatine allo spiedo,salmone. Richiami alla nostra golosità che non restano inascoltati. E allora...Giù ad allungare le mani in quei prelibati ed accattivanti richiami, che se ne abbia diritto o no perchè-se tu spendi- puoi anche goderne ma se tu, ad esempio, hai preso solo un caffè, teoricamente non avresti nessun diritto di rimpinzarti di cose che comunque hanno un prezzo.
E' cosi, però, che è nata una nuova categoria di furbetti scrocconi. Io li vedo al caffè, in quelli magari più di moda; sono più o meno tutti uguali nell'atteggiamento; spendono un euro, fanno finta di leggere il giornale, si siedono, si alzano, si risiedono, guardano fuori, fanno finta di parlare al cellulare( spento) sorseggiano un caffè che dura quarti d'ora, e intanto tengono d'occhio il bancone. Arrivano o non arrivano gli " stuzzichini"?
Finalmente arrivano: invitanti, provocanti, gustosi, non si può morire dentro. E allora, con mossa fulminea lo scroccone allunga la mano mentre tiene d'occhio i camerieri( che spera siano distratti), ritrae e si allontana per mandare giù più in fretta possibile per poi tornare al fronte di guerra.
E via, uno dietro l'altro, da primato mondiale, fino ad avere lo stomaco pieno, da bomba!
E via via che sbafa, lo scroccone assume una espressione del viso sempre più distesa, più beata, più soddisfatta, da goduria quasi sessuale. 
E smette solo quando nota che i camerieri cominciano a tenerlo d'occhio, che borbottano tra i denti e che chiamano il proprietario. Allora si allontana, indifferente , ma non di tanto; si siede perchè deve digerire e non ordina nulla: lui, lì, è di casa.