lunedì 31 dicembre 2012

BUONA FINE E BUON PRINCIPIO

"Buona fine e buon principio" dicevano tutti, incontrandosi, sorridendo ed offrendo la mano al saluto. Altri tempi, certamente, con cenoni super abbondanti fatti di carne di maiale, salami, salsicce, lenticchia e zampone/ cotechino ( ma i più ci mettevano proprio quello del maiale, una cosa da inorridire, almeno per me). Frutta secca, noci, frutta fresca, vino di casa, castagne arrosto, dolci di mosto ed immancabile tombola già pronta con i fagioli per arrivare alla mezzanotte. Non c'era TV, si stava che era un piacere, al caldo del camino e dei fornelli che durante il giorno andavano a cento, riverberando nei  muri i rossi vivaci delle lingue di fuoco e dei tizzoni ardenti. 
Ultimo dell'anno; i grandi parlavano, parlavano, ridevano, non si  capiva nulla ma i piccoli giocavano tra loro con le costruzioni, i birilli, il piccolo falegname, i burattini. Le donne sfaccendavano ed era tutto un trafficare di pentoloni, di caldai, di immense graticole, di odori che si spandevano per tutta casa ed impregnavano i capelli, i vestiti, tutto. Ma era bello, intimo, familiare; nessuno si sognava di andare a mangiare "fuori", al ristorante o in trattoria che in quella occasione, invece, restavano chiusi per dar modi ai gestori di stare a casa con la famiglia.
Si mangiava molto, bevevano anche di buona misura ma non si sprecava nulla perchè quel che avanzava ( se avanzava) si mangiava ancora nei giorni seguenti fino a che non era sparito tutto. 
Poi i piccoli a letto o a ciondoloni nelle sedie, i grandi a divertirsi con le tombole, con i sottintesi dei numeri  e puntare qualche soldo.
Ma tutto questo, non in tutte le case, c'erano anche le dimore dei ricchi, dei signori del paese. Arrivavano parenti ed amici 
con le grandi auto, parcheggiate ovunque, scendeva gente elegante, signore profumate e cariche di gioielli, signori in scuro, eleganti, ad aprire le porte c'erano i maggiordomi ed a faticare e sudare nelle cucine c'erano i " domestici" ( soprattutto donne)  e le cameriere che servivano a tavola avevano la divisa con il grembiulino bianco e la "crestina" in testa. I toni delle voci erano moderati e contenuti ed i bimbi stavano educatamente a tavola, prigionieri dell'atmosfera.
In alcune case signorili c'era anche il biliardo dove gli uomini giocavano per passare il tempo; le signore si facevano le confidenze o parlavano di questo e di quello.Quasi tutti, però fumavano, dame e cavalieri, prendendo le sigarette da splendidi portasigarette dorati o in argento.
Le auto ripartivano tardi, rombando e svegliando tutto il paese perchè anche i " signori" in quanto  a bere non si risparmiavano, anzi!
Buona fine e buon principio, auguri e calici alzati; poi riprendeva la vita di sempre, per tutti, ricchi e non. 
Queste righe fanno parte dei miei ricordi non dei miei rimpianti; so benissimo che i tempi cambiano, le persone cambiano, la vita cambia, la società è diventata tutt'altra cosa, inimmaginabile anche trent'anni fa. Dunque bisogna-per amore o per forza- camminare con i tempi. 
Buona fine e buon principio si diceva allora, sorridendo e scambiando abbracci; ora c'è il bip bip del cellulare che annuncia l'arrivo del messaggino. Tuttalpiù  una breve telefonata che dura pochi secondi. C'est la vie!!!

domenica 30 dicembre 2012

ANNO NUOVO...NUOVO?

Lo so,alla fine di ogni anno, immancabilmente, facciamo sempre gli stessi discorsi, ascoltiamo sempre le stesse favole, gli stessi bilanci ed i medesimi propositi " positivi" che immancabilmente si smentiscono poche ore dopo.
Non ne possiamo più delle ripetitive trasmissioni televisive,dei servizi di Natale, di fine anno e di capodanno fotocopia, domande stupide dei giornalisti ed ancor più stupide risposte dei poveretti che vengono fermati per strada senza preavviso. Tutti siamo stanchi, tutti siamo pronti a farne a meno eppure ogni fine anno è sempre la stessa tiritera. 
Però, io credo ci sia un piccolo angolo nel quale possiamo rifugiarci per vivere un "nostro" fine anno senza essere disturbati: e questo angolo è dentro di noi. Perchè non possiamo sognare un po'? Perchè  non immaginare per qualche ora,per pochissimi giorni, un futuro diverso, migliore, più umano, più vicino alla nostra natura.
Meno cura all'apparire e più interessi per le idee, per i pensieri, per le normalità che oramai non esistono più.
Ora le normalità sono praticamente pazzie, se lette con semplicità. Cellulari a gogo, gente che parla da sola in ogni angolo delle strade e di ogni età, compresi i ragazzini delle elementari, auto guidate mentre si mandano messaggini, si risponde al telefono, si manovrano tablet ed altri aggeggi di moda, famiglie che camminano in fila indiana con in testa la mamma, poi il babbo, poi i figli, tutti occupati a manovrare macchinette telefoniche o per giochi. Ognuno per sè, a testa bassa, con il brusìo che aumenta sempre di più come se fosse in volo un intero alveare. Tutti chiacchierano e tutti sono costretti ad ascoltare i fatti degli altri. non c'è scampo perchè- purtroppo- sono molti quelli che non parlano al cellulare ma gridano pensando di farsi sentire viva voce.
Come siamo messi male! Non c'è  più niente di umano, stiamo diventando schiavi delle macchine come prevedevano certi film di mezzo secolo fa. Televisori, tom tom, tablet, computer, cellulari, accessori, elettrodomestici robot che fanno tutto da soli; utensili che girano nei pavimenti di casa girando in tutti gli angoli per togliere la polvere e pulire i pavimenti da soli, senza fili e guida umana, ti leggono anche nel pensiero e fanno il loro lavoro prima ancora che tu abbia formulato il proposito. Non riusciamo a stargli dietro ma siamo costretti ad arrancare perchè corriamo il rischio di apparire " fuori tempo". Persino i giochi-passatempo, che andavo piano, con calma, per le lunghe, tanto per ammazzare il tempo, per occupare la giornata: carte, tombola, lotto, ora sono diventati tecnologici, corrono come il vento, ogni quarto d'ora si cambia, si spende, si perde, si ricomincia. I grattini sono milioni e milioni venduti dappertutto, ci inseguono, ci perseguitano, ci vengono incontro, ci fanno sperare e ci fanno puntualmente fessi. Hanno nomi suadenti: miliardario, turista per sempre, festa per tutta la vita, compleanno ma l'unico a guadagnarci è lo Stato che scortica tutti gli italiani senza dare praticamente nulla. Gratti in pochi secondi, non hai neanche l'emozione di capire che già hai perso soldi e speranze. Eppure tutta l'Italia gratta. Anche i politici, anche gli amministratori pubblici grattano...ma in un altro modo, molto più sicuro.
BUON ANNO A TUTTI.

sabato 29 dicembre 2012

PICCOLO PAESE, GRANDI SOGNI

Piccolo paese, piccole strade, piccoli vicoli,
pochi passi per percorrere il corso, pochi minuti
per attraversarlo tutto.
In alto, nelle notti chiare, la luna grande
sembrava ancora più grande, quasi
a poterla sfiorare con le dita.
Immensi i sogni da bambino
fatti di piccole cose impossibili
a seguire nei muri le lucertole
e nei campi i grilli e le farfalle.
Volare, superare i monti,
spingersi verso il cielo 
per toccare le nuvole e scivolare
sui raggi di sole per arrivare al mare.
Andare per mano a spasso con il nonno,
camminando piano, piano
e arrivare in quel muro antico
fatte di bianche pietre  e guardare oltre
per vedere un mondo tutto nuovo,
sollevato in braccio per sgranare gli occhi
e sognare case e paesi lontani
distesi tra verdi colline e prati infiniti.
Piccolo il  paese ma grandi i sogni
che hanno poi preso il volo come farfalle
per andare dove non li avrei più ritrovati.

I PAVONI VAN GRACCHIANDO...

Fanno la ruota i pavoni, mostrando la loro bellezza agli occhi mortali del popolo minuto; si muovono lentamente ad intendere" guardate bene come siamo belli" e si danno ai fotografi, alle telecamere, ai microfoni; il mondo intero deve vedere e sapere...magari non tutto il mondo, magari una parte...magari solo il nostro territorio dove loro sono indiscussi protagonisti del territorio per il bene loro e del nostro territorio.
Girano il capino qua e là, aprono il mantello per suscitare grida di ammirazione; perchè dei pavoni si puo dire tutto: che hanno la testa piccola ed ancor più piccolo il cervello, che vedono solo e soltanto se stessi e null'altro, che sotto quei colori da favola c'è solo il nulla ma... le piume, le piume, i riflessi, le tonalità di quel caledoscopio di immagini sono effettivamente unici. 
Ed i pavoni lo sanno e fanno la ruota, e si gonfiano, e si ammirano da soli, se lo dicono anche " son bello! son bello! son bello! son più bello del bello!" ed incedono con fare regale, avanti e indietro, indietro e avanti. E' uno spettacolo, decisamente unico.
Ed il fine dell'anno è proprio il periodo in cui i pavoni fanno la ruota ancor più volentieri; ecco perchè se ne vedono tanti in giro, ecco perchè siamo costretti a guardarli ed a sentirli. 
E' vero: ci sono purtroppo anche pavoni e pavoncelle che sono un po' più spelacchiati, un pochino meno attrezzati, le penne cadenti ed i colori sbiaditi, insomma un po'" roba pursìa" ma... sempre l'animo del pavone hanno e quindi-abito scolorito a parte- recitano la loro parte come se fossero normali, come gli altri.
Fanno la ruota, alzano le penne al cielo come per sfidarlo:" noi siamo i meglio!!!" dicono, peccato che il verso che esce dalla loro gola non sia proprio gradevolissimo; come dire: sembra quello di un tacchino che ha bevuto troppo. Beh! Non si può avere tutto dalla vita.
Fanno la ruota, fanno scena, fanno spettacolo.
In alcuni paesi marchigiani-saggezza antica- c'è la credenza che non si possono tenere piume di pavone in casa perchè porterebbo sfiga, ma proprio sfiga nera! E verissimo, anche  in Arcevia, dove sono nato, è  così.
Forse i pavoni del nostro territorio non lo sanno e seguitano a fare la ruota ma io sinceramente, per prudenza, consiglierei a tutti di girare alla larga, molto alla larga.

venerdì 28 dicembre 2012

VECCHIE FOTO

Un album di fotografie, tornato alla luce per caso
da un vecchio armadio abbandonato in soffitta
trovato e mostrato da un parente lontano
di passaggio a Fano per Natale.
Scorre nelle immagini la mia vita da fanciullo
e da giovinetto in Arcevia e poi a Fano.
Volti cari di persone care, amici, amiche,
genitori, fratelli, cugini, vicini di casa,compagni
di scuola e di giochi e di vacanze.
Passo dopo passo, immagine dopo immagine
a ripercorrere anni che avevo dimenticato da tempo;
emozionante riconoscere fisionomie e figure,
riconoscere bambini e fanciulle che ora sono
chissà dove, chissà con chi e con quale destino.
Persone cadute nell'oblio, nel silenzio del tempo,
ma molte invece conservate nella mente e nel cuore:
il babbo e la mamma giovani, gli zii giovani anch'essi,
e fratelli, sorelle, e paesaggi e luoghi oramai cambiati
dalla arroganza umana che molto distrugge e poco salva.
E' stato veramente un viaggio a ritroso nel tempo
perchè non è stato ritrovare per caso una foto, due foto,
qualche scatto che non conoscevo ma che poco
aggiunge alla memoria ma un intero album con
decine e decine di immagini. Lo scorrere di un film
che racconta una lunga parte della mia vita.
nella foto: in Arcevia, estate, io sedicenne e poi dietro di me mio fratello e mio zio.

giovedì 27 dicembre 2012

MI CHIEDO...

Mi chiedo, guardandomi intorno,
nell'ombra degli angoli oscuri
dove la luce che aggiorna la notte
non giunge e non se ne accorge
è qui forse il mondo più bello
e più buono e più caro
dove esseri che non hanno
una voce, un nome e uno sguardo
aspettano che il filo segnato a carbone
arrivi dove oltre non osa e non può.
Mi chiedo se coloro che bruciano 
sentimenti, ricordi e passioni
per farsi una pelle diversa
che appaia più ricca di altre
che mordono con grande ferocia
le radici che gli han dato la vita
son davvero più felici degli altri?
Non credo, anzi, son sicuro di no
e la corda che regge quel nulla
presto o tardi si spezzerà 
ed allora saran pianti e lacrime
quando ormai non c'è via di ritorno.

FLASH DI NATALE

Si incontrano lungo Corso Matteotti: amici lui e lei, entrambi con il cane al guinzaglio, taglia media. Si fanno gli auguri e poi parlano subito dei loro "figlioli". Io gli metto sempre il cappottino-dice lei-; anch'io-risponde lui- però quando la temperatura è più fredda gli metto quello pesante, doppio. E' molto delicato. Parlano ancora:" Il mio...." "il tuo"... lui qui, lui là..; poi si salutano.Contenti.

Gruppetti di gente, soprattutto giovani, alla moda, vestiti costosi, belle ragazze, ridono, parlano a voce alta ( forse per farsi sentire); noi andiamo al sole, noi invece andiamo a sciare, noi un saltino a NewYork  ma solo una settimana, noi  a Londra, voglio ricomperare quella roba che ho trovato l'anno scorso...; insomma sono impegnatissimi. Beati loro. Poi di sfuggita accennano ad alcuni films visti al cinema in questi giorni; ridono a crepapelle, "forte!!! Figo!!!Da morire dal ridere!!!" e parlano dei soliti cinepanettoni che sono usciti anche quest'anno per Natale. Schifezze e ovvietà  da sottosviluppati mentali. Quelli di sempre,insomma di cui una persona normale dovrebbe vergognarsi.  Ridono beatamente. E allora si capisce tutto.

Non ho notizie-confesso- della nuotatrice della neve che ogni fa il bagno al Lido di questi tempi. Qualche amico mi segnala di averla vista in acqua; io, purtroppo non ne ho avuto modo, pur frequentando il Lido tutti i giorni. Forse lei si è tuffata in orari diversi. Ammetto: ognuno è libero di fare quel che vuole, io al pensiero comunque inorridisco. Immaginare di entrare in acqua con questo freddo mi fa già venire i brividi. Comunque sono certo di una cosa: se lo ha fatto-o lo farà- lo sapremo sicuramente o dai giornali o dalla TV locale perchè la nuotatrice è un'ottima addetta stampa di se stessa.

Al bar, 26 mattina, sul tardi. Chiacchiere ai tavoli ed al bancone. In attesa che arrivi il sospirato caffè. Due amici, sui quaranta, anche loro in attesa,parlottano delle mangiate pantagrueliche del giorno di Natale. Uno dei due si accalora particolarmente su un fatto e dice ripetutamente all'altro( con qualche parola in dialetto:" ma se tu sai( si riferisce alla moglie) che a me cla roba mi piace molto, perchè me ne "dei" tre o quattro porsioni? Dop el sai che ji me le mangio!!!. Non me le dare! Dammene una sola... En ne pudeva più, me scoppiava la pancia!". Certo la moglie ha sbagliato ma, siccome tu sei grandicello... non potevi fare a meno di mangiarle tutte e quattro?

Anche questa è fatta! Il Natale è passato, i regali sono stati aperti,pochi ma buoni, si è mangiato troppo ma ci pentiamo sempre " dopo", abbiamo fatto magari anche qualche buona azione, abbiamo fatto gli auguri a tutti, abbiamo sopportato la TV nazionale con le sue noie e le sue trasmissioni da scassaballe, insomma anche quest'anno abbiamo fatto la nostra parte. Ora c'è solo da spettare che passi anche il 31 con le sue ovvietà e poi...saremo all'anno nuovo con molti dolori e poche gioie. Pazienza...siamo nati ANCHE per soffrire.
Ultima piccola riflessione: ho soprattutto amiche che sono o vegetariane o vegane. Ma che accidenti avranno mangiato il giorno di Natale? Spiedini di fagioli e ceci alla romana, arrostita di insalata e fritto misto di erba medica?  Boh!...